Cantanti dimenticati

 
Qualche giorno fa ho letto nel Corriere della Sera un’illuminante intervista a Toto Cutugno, i Ricchi e Poveri, Drupi ed altri cantanti famosi negli anni 70′ e 80′ e oggi dimenticati dal pubblico italiano.
 
Effettivamente mi sono sempre chiesto che fine avessero fatto o come tirassero avanti molti degli idoli dei nostri genitori o delle nostre nonne.
 
Ebbene l’articolo con tanto di interviste, racconta appunto come la carriera di questi signori, stia proseguendo più fulgida che mai nei paesi dell’Est Europa.
Pare che la loro presenza a feste, cerimonie, e l’organizzazione di concerti e serate pubbliche o private (il tariffario cambia e anche di molto pare) sia non solo pagata a peso d’oro con tanto di aereo privato messo a disposizione dai nuovi ricconi e agende piene da qui a un anno, ma che incarnino pienamente l’atteggiamento da vip che imputiamo a ben altri personaggi.
Giura Toto Cutugno che "più ti fai desiderare e più acquisti potere contrattuale e ti pagano bene".
 
C’è da chiedersi che cosa i russi o gli ucraini o i bulgari possano capire della musica italiana e come possano apprezzare il sound o meglio le melodie del repertorio anni ’80 dei cantanti che noi giovani snobbiamo ormai alla grande.
 
 
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Cantanti dimenticati

 
Qualche giorno fa ho letto nel Corriere della Sera un’illuminante intervista a Toto Cutugno, i Ricchi e Poveri, Drupi ed altri cantanti famosi negli anni 70′ e 80′ e oggi dimenticati dal pubblico italiano.
 
Effettivamente mi sono sempre chiesto che fine avessero fatto o come tirassero avanti molti degli idoli dei nostri genitori o delle nostre nonne.
 
Ebbene l’articolo con tanto di interviste, racconta appunto come la carriera di questi signori, stia proseguendo più fulgida che mai nei paesi dell’Est Europa.
Pare che la loro presenza a feste, cerimonie, e l’organizzazione di concerti e serate pubbliche o private (il tariffario cambia e anche di molto pare) sia non solo pagata a peso d’oro con tanto di aereo privato messo a disposizione dai nuovi ricconi e agende piene da qui a un anno, ma che incarnino pienamente l’atteggiamento da vip che imputiamo a ben altri personaggi.
Giura Toto Cutugno che "più ti fai desiderare e più acquisti potere contrattuale e ti pagano bene".
 
C’è da chiedersi che cosa i russi o gli ucraini o i bulgari possano capire della musica italiana e come possano apprezzare il sound o meglio le melodie del repertorio anni ’80 dei cantanti che noi giovani snobbiamo ormai alla grande.
 
 

Serie A

Grazie all’occasione offertami dagli amici di www.jugo.it ogni lunedì curerò una rubrica semi-seria che proverà a fare il punto sulla giornata calcistica appena disputata, provando a dire la mia in mezzo a milioni di voci che parlano di calcio.
 
Intanto ho già cominciato e devo dire che la 1′ giornata ha offerto spunti più che interessanti.
 
A voi lettura e se volete anche i commenti: http://www.jugo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6343 
 
saluti

Serie A

Grazie all’occasione offertami dagli amici di www.jugo.it ogni lunedì curerò una rubrica semi-seria che proverà a fare il punto sulla giornata calcistica appena disputata, provando a dire la mia in mezzo a milioni di voci che parlano di calcio.
 
Intanto ho già cominciato e devo dire che la 1′ giornata ha offerto spunti più che interessanti.
 
A voi lettura e se volete anche i commenti: http://www.jugo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6343 
 
saluti

Benevento

Gente che va, gente che viene.

Eccomi di ritorno a casa, io. Ecco Simo nella sua nuova casa, a Benevento.

 

Non so dire se mi sentivo più a casa fino a ieri quando ero con lei, seppur in una città nuova per entrambi, in una regione nuova, tra 4 mura nuove, pronti ad affrontare un’esperienza del tutto nuova per noi, al termine di un trasloco davvero epico.

 

Ne abbiamo parlato per un mese prima di decidere che l’Accademia Volley Benevento http://www.accademiavolley.it  fosse la soluzione migliore per il suo presente pallavolistico e resto convinto di questo.

 

La città è carina, meglio di come credessi (ma il mio scetticismo è ahimè proverbiale), la società direi molto presente e composta da gente affabile e competente, la squadra certamente di altissimo livello. Le premesse perchè Simo lavori nel migliore dei modi ci sono tutte e solo il raggiungimento del risultato finale tanto atteso da tutto l’ambiente, ed ovviamente anche da noi, avrà dato ragione a chi ha costruito e creduto in questo progetto.

 

Quanto a me spero di smettere presto di dover ‘giustificare’ una scelta evidentemente tanto incomprensibile: è tanto difficile capire che chi fa lo sportivo di professione si sposta a volte anche più volte all’anno? o sono cose che riguardano solo i divi della tv?

 

Quando rispondo alla solita domanda: "ma perchè così lontano?" mi verrebbe voglia di rispondere: "ma c***o mica va in esilio o in guerra!!", come se non fossero milioni i casi di gente che sta lontano dai propri affetti, soprattutto per lavoro, e Simo va a lavorare a Benevento, per quanto la pallavolo sia un gioco, tuttavia è un lavoro serissimo con molti interessi che vi girano intorno, anche economici.

 

Non sopporto chi vigliaccamente dice che il fidanzato/a non vuole che l’altro/a vada troppo lontano.

Tutte cavolate.

La verità secondo me è che stare lontani da tutti quelli che si conoscono, è una scelta tosta.

Troppo comodo e facile stare a casa con mamma, pranzo e cena pronti, camicia stirata, camera in ordine. 

Partire non è facile.

Andare dove non sei mai stato prima, dove per strada non incontrerai mai un vecchio compagno di scuola o un conoscente ecc. dove non sai chi è il fruttivendolo che non ti fregherà o il benzinaio più conveniente è una roba dura, mica chiacchiere. Per le donne anche parrucchiere ed estetista non sono scelte da sottovalutare.

Dove niente ti ricorda niente.

Ci vuole grande coraggio e grande professionalità. 

 

Ecco perchè ho grande ammirazione per Simo e per quelli come lei che hanno le p***e pe rinunciare al pranzo la domenica a casa e a mille altri privilegi e inseguono un obiettivo, forse un sogno.

Penso anche a Ric ed Ele che stanno a Madrid.

Solo i miopi, ma miopi davvero, non riescono a vedere questa prospettiva e ho compassione e ancora poca educazione da offrire a chi mi chiede: "ma ora come farete a vedervi?" 

Benevento

Gente che va, gente che viene.

Eccomi di ritorno a casa, io. Ecco Simo nella sua nuova casa, a Benevento.

 

Non so dire se mi sentivo più a casa fino a ieri quando ero con lei, seppur in una città nuova per entrambi, in una regione nuova, tra 4 mura nuove, pronti ad affrontare un’esperienza del tutto nuova per noi, al termine di un trasloco davvero epico.

 

Ne abbiamo parlato per un mese prima di decidere che l’Accademia Volley Benevento http://www.accademiavolley.it  fosse la soluzione migliore per il suo presente pallavolistico e resto convinto di questo.

 

La città è carina, meglio di come credessi (ma il mio scetticismo è ahimè proverbiale), la società direi molto presente e composta da gente affabile e competente, la squadra certamente di altissimo livello. Le premesse perchè Simo lavori nel migliore dei modi ci sono tutte e solo il raggiungimento del risultato finale tanto atteso da tutto l’ambiente, ed ovviamente anche da noi, avrà dato ragione a chi ha costruito e creduto in questo progetto.

 

Quanto a me spero di smettere presto di dover ‘giustificare’ una scelta evidentemente tanto incomprensibile: è tanto difficile capire che chi fa lo sportivo di professione si sposta a volte anche più volte all’anno? o sono cose che riguardano solo i divi della tv?

 

Quando rispondo alla solita domanda: "ma perchè così lontano?" mi verrebbe voglia di rispondere: "ma c***o mica va in esilio o in guerra!!", come se non fossero milioni i casi di gente che sta lontano dai propri affetti, soprattutto per lavoro, e Simo va a lavorare a Benevento, per quanto la pallavolo sia un gioco, tuttavia è un lavoro serissimo con molti interessi che vi girano intorno, anche economici.

 

Non sopporto chi vigliaccamente dice che il fidanzato/a non vuole che l’altro/a vada troppo lontano.

Tutte cavolate.

La verità secondo me è che stare lontani da tutti quelli che si conoscono, è una scelta tosta.

Troppo comodo e facile stare a casa con mamma, pranzo e cena pronti, camicia stirata, camera in ordine. 

Partire non è facile.

Andare dove non sei mai stato prima, dove per strada non incontrerai mai un vecchio compagno di scuola o un conoscente ecc. dove non sai chi è il fruttivendolo che non ti fregherà o il benzinaio più conveniente è una roba dura, mica chiacchiere. Per le donne anche parrucchiere ed estetista non sono scelte da sottovalutare.

Dove niente ti ricorda niente.

Ci vuole grande coraggio e grande professionalità. 

 

Ecco perchè ho grande ammirazione per Simo e per quelli come lei che hanno le p***e pe rinunciare al pranzo la domenica a casa e a mille altri privilegi e inseguono un obiettivo, forse un sogno.

Penso anche a Ric ed Ele che stanno a Madrid.

Solo i miopi, ma miopi davvero, non riescono a vedere questa prospettiva e ho compassione e ancora poca educazione da offrire a chi mi chiede: "ma ora come farete a vedervi?" 

Vacanze

Puntuali come ogni anno, attese, desiderate, sono arrivate le vacanze. Le aziende chiudono per il mese di agosto, gli uffici si spopolano e quasi tutti si muovono per raggiungere le località prescelte maledicendo il traffico ed il caldo e promettendo di attuare tutti quei buoni propositi che hanno accorciato la distanza spirituale con l’arrivo delle vacanze: riposo, letture intelligenti, attività fisica.
 
Eppure ogni partenza presuppone un ritorno (partire per tornare non è proprio andar via – cantava Riccardo Cocciante) e resta il dilemma se le vacanze ce le si sarà goduta quanto avrebbero meritato. Io credo che una vacanza ben spesa sia quella nella quale davvero ti prendi una pausa da tutto quello che fai quotidianamente nel resto dei giorni dell’anno.
 
Ricordo una frase di Adriano Celentano in un vecchio film con Ornella Muti nella quale il protagonista, agricoltore di professione, diceva appunto: "la vacanza ci si prende da un lavoro che non ci piace mentre a me il mio lavoro piace moltissimo".
 
Quindi direi: niente sveglia, niente orari, pochissimo telefono, zero e-mail e pc. Ma se fai così poi rischi che non vedi nulla del posto dove vai.
 
E cmq il quesito che pongo è un altro: ma aveva ragione Celentano? le vacanze sono davvero un modo per fuggire da una realtà che ci va sempre troppo stretta partendo con chi vogliamo stare per i posti che ci piacciono? O sta diventando una consuetudine anch’essa? ferie quindi vacanze. Ma Vacanze non vuol dire sempre viaggio. Ricordo un paio di anni fa una settimana di ferie a luglio in perfetta solitudine tutta dedicata a me stesso a fare praticamente nulla nella mia casa al mare. Molto illuminante sotto certi aspetti e tremendamente appagante per altri.
 
Io credo che restare in casa, vivere la città deserta, sia un altro modo di vivere le proprie ferie e non la condanna di chi non ha possibilità economiche per andarsene. Del resto fuggire dai luoghi soliti è un vano tentativo di fuggire da sè stessi. Ci lamentiamo sempre di dover fare i conti col traffico e gli orari ed è per questo che non ho proprio nulla contro chi se ne sta a casa.
 
Ma è pur bello vedere, visitare. Nel mio caso anche avere un po’ di tempo per leggere i miei amati thriller possibilmente con risvolti storici.  Le vacanze sono anche questo no? Leggere, o almeno dovrebbe. 
 
Un paio di sere fa ho chiesto ad un amico che fa l’editor per un dilettevole web site di cultura e tendenze moderne, di inserire una sezione libri, per lasciarmi sorprendere dalla risposta: "ma tanto la gente non legge più".
Da lui non me l’aspettavo perchè è una persona a sua volta di cultura e di buone letture e proprio lui, che fa un lavoro che gli consente di influenzare i gusti e le opinioni che fa? si arrende in partenza e rinuncia.
 
Alle volte io credo che uscire, partire, sia solo un modo per colmare un vuoto creato dall’assenza di ciò che ci riempie quotidianamente la vita, per l’appunto il lavoro, e che le ferie siano un bel banco di prova o se vogliamo un campanello d’allarme, per farci riflettere su come stiamo vivendo e cosa stiamo combinando. Cosa che sarebbe sempre più utile fare
 
saluti