Comunicazione Retrò

In epoca di barcamp, di non conferenze, di incontri 2.0, c’è ancora chi punta sui convegni con relatori (sempre troppi), pubblico (sempre poco), moderatore.
 
Dopo averne organizzati a decine con plurime disperazioni e poco divertimento, eccomi ad una nuova svolta: mi chiamano a fare il moderatore e quindi non organizzo niente.
 
Lo metterò nel bilancio di fine anno anch’esso come dicevo nel post precedente.
 
Già pronta la location: teatro di Mergo
Fissato giorno e ora: domenica 11 novembre ore 10.30
Preciso il titolo: "Turismo con o senza la Comunità Montana"
Definiti i relatori: Luciano Agostini, assessore al turismo della Regione Marche, Riccardo Maderloni presidente del Gal Colli Esini-San Vicino, Fabrizio Giuliani presidente della CoOmunità Montana Esino-Frasassi, più il sindaco di Fabriano e quello di Sassoferrato.
Evidente la tematica: ragionare su cosa cambia delle politiche di promozione turistiche locali con l’abolizione delle comunità montane.
 
Io in mezzo.
 
Strana sensazione.
Accetto anche se non c’è compenso.
Il sindaco di Mergo, mai visto eppure mio grande amico, mi promette il pranzo a seguire pagato.
 
Mi resta il dubbio di sapere chi avrà fatto il mio nome, chi avrà avuto l’idea di dire :"chiamiamo Fabio Lo Savio!".
Lo scoprirò, possiamo starne certi.
 
Svantaggi: plurimi
– sabato sera a letto presto
– domenica mattina lavorativa
– attenzione massima a non fare o dire stupidate
– trovare tempo per prepararsi un minimo per non apparire una meteora
– perdere la partita di Simo
 
Vantaggi: pochini e riassumibili in una parola semplice ma che mi frega sempre come quando spendo uno stipendio per regalarmi un abito su misura, completo di camicia e cravatta, della sartoria Paolorossi:
– vanità
 
E poi dicono delle donne.
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Comunicazione Retrò

In epoca di barcamp, di non conferenze, di incontri 2.0, c’è ancora chi punta sui convegni con relatori (sempre troppi), pubblico (sempre poco), moderatore.
 
Dopo averne organizzati a decine con plurime disperazioni e poco divertimento, eccomi ad una nuova svolta: mi chiamano a fare il moderatore e quindi non organizzo niente.
 
Lo metterò nel bilancio di fine anno anch’esso come dicevo nel post precedente.
 
Già pronta la location: teatro di Mergo
Fissato giorno e ora: domenica 11 novembre ore 10.30
Preciso il titolo: "Turismo con o senza la Comunità Montana"
Definiti i relatori: Luciano Agostini, assessore al turismo della Regione Marche, Riccardo Maderloni presidente del Gal Colli Esini-San Vicino, Fabrizio Giuliani presidente della CoOmunità Montana Esino-Frasassi, più il sindaco di Fabriano e quello di Sassoferrato.
Evidente la tematica: ragionare su cosa cambia delle politiche di promozione turistiche locali con l’abolizione delle comunità montane.
 
Io in mezzo.
 
Strana sensazione.
Accetto anche se non c’è compenso.
Il sindaco di Mergo, mai visto eppure mio grande amico, mi promette il pranzo a seguire pagato.
 
Mi resta il dubbio di sapere chi avrà fatto il mio nome, chi avrà avuto l’idea di dire :"chiamiamo Fabio Lo Savio!".
Lo scoprirò, possiamo starne certi.
 
Svantaggi: plurimi
– sabato sera a letto presto
– domenica mattina lavorativa
– attenzione massima a non fare o dire stupidate
– trovare tempo per prepararsi un minimo per non apparire una meteora
– perdere la partita di Simo
 
Vantaggi: pochini e riassumibili in una parola semplice ma che mi frega sempre come quando spendo uno stipendio per regalarmi un abito su misura, completo di camicia e cravatta, della sartoria Paolorossi:
– vanità
 
E poi dicono delle donne.

Quelli che..ne fanno tante

 
Ho sempre provato grossa ammirazione per coloro che riescono a fare molte cose, raggiungere importanti risultati a costo ovviamente di sacrifici e molte ore di lavoro.
Ho sempre pensato che fossero loro quelli con i dollari nelle tasche.
 
Qualche giorno fa, dopo aver accettato un nuovo ulteriore incarico per gestire una cosa che mi piace fare, ho avuto una riunione operativa con coloro che in qualche maniera sono coinvolti nell’iniziativa e che non mi conoscevano.
Ho dovuto presentare me stesso, dire chi sono e cosa faccio, intrattenendomi poi a fine riunione con uno di loro particolarmente interessato alle mie attività al quale ho illustrato anche altre cose che faccio.
 
Ebbeno il suo volto è stato proprio quello di uno che dice: "ma come diavolo fai a fare tutto?" e alla fine me l’ha pure chiesto.
Da parte mia l’incapacità di rispondere a quella domanda in modo intelligente.
L’ho buttata sul banale: faccio quel che mi piace fare, è un fatto di organizzazione ecc. ecc.
 
Ma è effettivamente il caso di rifletterci su.
E’ presto per fare i bilanci di fine anno ma il 2007 lo ricorderò di sicuro come un anno molto attivo.
 
Cos’è cambiato in me e nella mia capacità di arrivare alla fine della fiera senza perdere troppo tempo?
Oggettivamente direi molte cose eppure mi sembro sempre lo stesso casinista di 15 anni fa, con 1000 idee e sempre un alibi per giustificare il fatto di non metterne in pratica quasi nessuna. Eppure devo ammettere che qualcuna ne metto anche in pratica.
 
Oggi sono molto più concreto, forse fantastico un po’ meno oppure fantastico su quel che si può fare.
Difficile dirlo.
 
Tuttavia se mi fermo a pensare, effettivamente sono diventato davvero uno di quelli che ne fanno tante.
C’è solo un distinguo mica tanto marginale: non sono ancora uno con i dollari in tasca, speriamo di riuscire a fare anche quelli.

Quelli che..ne fanno tante

 
Ho sempre provato grossa ammirazione per coloro che riescono a fare molte cose, raggiungere importanti risultati a costo ovviamente di sacrifici e molte ore di lavoro.
Ho sempre pensato che fossero loro quelli con i dollari nelle tasche.
 
Qualche giorno fa, dopo aver accettato un nuovo ulteriore incarico per gestire una cosa che mi piace fare, ho avuto una riunione operativa con coloro che in qualche maniera sono coinvolti nell’iniziativa e che non mi conoscevano.
Ho dovuto presentare me stesso, dire chi sono e cosa faccio, intrattenendomi poi a fine riunione con uno di loro particolarmente interessato alle mie attività al quale ho illustrato anche altre cose che faccio.
 
Ebbeno il suo volto è stato proprio quello di uno che dice: "ma come diavolo fai a fare tutto?" e alla fine me l’ha pure chiesto.
Da parte mia l’incapacità di rispondere a quella domanda in modo intelligente.
L’ho buttata sul banale: faccio quel che mi piace fare, è un fatto di organizzazione ecc. ecc.
 
Ma è effettivamente il caso di rifletterci su.
E’ presto per fare i bilanci di fine anno ma il 2007 lo ricorderò di sicuro come un anno molto attivo.
 
Cos’è cambiato in me e nella mia capacità di arrivare alla fine della fiera senza perdere troppo tempo?
Oggettivamente direi molte cose eppure mi sembro sempre lo stesso casinista di 15 anni fa, con 1000 idee e sempre un alibi per giustificare il fatto di non metterne in pratica quasi nessuna. Eppure devo ammettere che qualcuna ne metto anche in pratica.
 
Oggi sono molto più concreto, forse fantastico un po’ meno oppure fantastico su quel che si può fare.
Difficile dirlo.
 
Tuttavia se mi fermo a pensare, effettivamente sono diventato davvero uno di quelli che ne fanno tante.
C’è solo un distinguo mica tanto marginale: non sono ancora uno con i dollari in tasca, speriamo di riuscire a fare anche quelli.

Prima sconfitta

 
Lo dico subito: ci poteva stare!
Perdere ad Aversa contro una squadra forte ci poteva stare.
Il 3-2 finale è un risultato più che onorevole considerando che il Centro Santulli Aversa ha risolto nell’immediato pre-gara tutti i suoi problemi di tesseramento delle sue giocatrici ed il buon Francesco ‘Ciccio’ Montemurro si è ritrovato un bel giiocattolo per le mani.
 
L’Accademia invece, senza Daniela Stabile ancora ai box, ha dovuto arrangiarsi con quello che aveva a disposizione.
Vinto il 1′ set e persi i 2 successivi, Simo e compagne si sono riprese aggiudicandosi il 4′ parziale e dimostrando grande vitalità.
Peccato per il tie-break ma lo dico e lo ripeto: perdere ad Aversa ci può stare e comunque non tornare a mani vuote fa ben sperare e aiuta il morale.
 
Il calendario non è certo favorevole perchè sabato al PalaTedeschi arriva l’Airone Tortolì, squadra a punteggio pieno e molto competitiva.
Speriamo che l’Accademia possa schierare la sua centrale titolare in diagonale con la sempre positiva Ildi Voith perchè questo campionato sarà davvero una battaglia nel corso della quale non ci si potrà permettere distrazioni casalinghe.

Prima sconfitta

 
Lo dico subito: ci poteva stare!
Perdere ad Aversa contro una squadra forte ci poteva stare.
Il 3-2 finale è un risultato più che onorevole considerando che il Centro Santulli Aversa ha risolto nell’immediato pre-gara tutti i suoi problemi di tesseramento delle sue giocatrici ed il buon Francesco ‘Ciccio’ Montemurro si è ritrovato un bel giiocattolo per le mani.
 
L’Accademia invece, senza Daniela Stabile ancora ai box, ha dovuto arrangiarsi con quello che aveva a disposizione.
Vinto il 1′ set e persi i 2 successivi, Simo e compagne si sono riprese aggiudicandosi il 4′ parziale e dimostrando grande vitalità.
Peccato per il tie-break ma lo dico e lo ripeto: perdere ad Aversa ci può stare e comunque non tornare a mani vuote fa ben sperare e aiuta il morale.
 
Il calendario non è certo favorevole perchè sabato al PalaTedeschi arriva l’Airone Tortolì, squadra a punteggio pieno e molto competitiva.
Speriamo che l’Accademia possa schierare la sua centrale titolare in diagonale con la sempre positiva Ildi Voith perchè questo campionato sarà davvero una battaglia nel corso della quale non ci si potrà permettere distrazioni casalinghe.

Eppur si gioca

 
..ed alla fine è l’unica cosa che conta!!
Titolo e sottotitolo per avviare questa riflessione che non avrei potuto fare fino al 1′ fischio del campionato dopo mille voci ed informazioni che si sono rincorse, cambi di opinioni e di programmi, vite ipoteticamente sballottate in giro per l’Italia: conferma, smentite, regolamenti da interpretare, speranze ed illusioni.
Alla fine davvero l’unica cosa che conta è mettere in gioco la palla.
 
Accademia Benevento – Pallavolo Aragona: 3 0
Sarebbe stato bello parlare solo della 1′ partita di campionato, tanto attesa e finalmente arrivata.
Una vittoria chiara, limpida senza dubbi da parte di una squadra forte, fortissima ma comunque menomata dall’assenza di Monica Pierantoni, costretta (diciamo così) a lasciare la squadra eppure in tribuna a soffrire per quelle che ormai sono le sue ex compagne.
 
Che settimana però.
Avrebbe ammazzato un toro.
Che tensioni.
 
In questi giorni mi veniva in mente una bellissima e famosa poesia di G.Ungaretti dal titolo ‘Soldati’:
"si sta come d’autunno sugli alberi le foglie".
A sottolineare la precarietà della situazione.
 
Tutto è bene quel che finisce bene, comunque. O almeno speriamo.
La cosa importante è che Simo sia potuta tornare a fare quello che sa fare meglio e che le piace fare: giocare a pallavolo.
E puntualmente l’ha fatto alla grande col piglio della giocatrice di razza, con la sapienza della professionista vera che lascia i problemi nella borsa mentre in campo, da vero capitano, quale infatti è, guida la sua squadra a vittorie importanti come contro Aragona.
 
S’è rischiato di rompere un giocattolo perfetto.
S’è rischiato di buttare i sogni all’aria.
S’è rischiato di dover ripensare tutto quanto.
 
I conti li faremo alla fine: per come la vedo io i gufi hannno gufato e guferanno ancora ma la storia è tutta da scrivere e alla fine vedremo chi ha ragione e chi riderà davvero.