Benigni in tv

 
erano circa le 20.45 quando ieri sera, come ogni sera, mi apprestavo a decidere cosa vedere in tv.
L’abbonamento che pago puntualmente a Sky mi faceva propendere per la partita di Eurolega dell’Armani Jeans, ma La7 trasmetteva la partita di coppa Uefa della Fiorentina e su rete4 c’era uno dei miei film preferiti "indovina chi viene a cena" con spencer tracy, uno dei film più veri e moderni della storia del cinema mondiale.
 
Alla fine mi sintonizzo su rai1 perchè mia madre vuol vedere i pacchi di flavio insinna e appare invece il ‘piccolo diavolo’ Benigni che comincia un soliloquio straordinario.
La politica all’inizio tiene banco e ne ha per tutti, e quando il pubblico è già definitivamente suo, alle lacrime un po’ per le risate delle sue battute e un po’ per la tristezza per il fatto che dica cose vere, si proietta su Dante e prima spiega poi declama a memoria il V canto dell’Inferno di Dante, quello dei lussuriosi e di Paolo e Francesca, il canto dell’amore benedetto nonostante la maledizione dell’inferno, dell’abbandono ai sentimenti, della gioia dei dannati per averlo vissuto almeno un momento, dell’invidia di Dante innamorato infelice della sua Beatrice.
 
Benigni si rivolge al suo pubblico come se tutti conoscessero bene l’opera e la sua carica allegorica, spiega e commenta meglio di ogni professore.
E lì già cresce il rammarico pensando a quanto non avevo capito ai tempi della scuola, eppure ero riuscito ad innamorarmene lo stesso di quella lirica, e mi vengono in mente i miei compagni che non se ne sono innamorati mai per colpa anche di una prof d’italiano senza sentimento e senza amore per la poesia. Spero per loro e per generazioni di studenti con prof mediocri, che ieri sera non stessero vedendo ‘il capo dei capi’ o l’Armani Jeans o la Fiorentina.
 
Ma io mi chiedo se possa essere un comico a dover riuscire a spiegare a 10 milioni di telespettatori italiani la più grande opera letteraria mai scritta.
E pensare che Benigni si rivolge agli italiani ignoranti come a coloro che leggono la Divina Commedia da sempre ed invece molti di loro, potrei dire di noi, a malapena sa di cosa si parla, a malapena ha idea di chi sia Dante, di sfuggita abbia ancora in mente qualcosa.
 
Ricordo Vittorio Gassmann che in orari notturni leggeva Dante, direi interpretava Dante con il piglio dell’attore di rango, ma Benigni ne parla da barista della casa del popolo di castiglione fiorentino, con la passione di un bambino e la sapienza di un professore.
 
Sarà che il V canto è davvero meraviglioso e riassume in pochi versi l’essenza stessa dell’amore, quella dell’abbandono della ragione al sentimento, della vulnerabilità di fronte alla persona amata e alll’inutilità della vita stessa senza quello struggimento lungo un momento ma forse eterno, proprio per quello, come l’amore dannato di Paolo e Francesca.
 
 
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Benigni in tv

 
erano circa le 20.45 quando ieri sera, come ogni sera, mi apprestavo a decidere cosa vedere in tv.
L’abbonamento che pago puntualmente a Sky mi faceva propendere per la partita di Eurolega dell’Armani Jeans, ma La7 trasmetteva la partita di coppa Uefa della Fiorentina e su rete4 c’era uno dei miei film preferiti "indovina chi viene a cena" con spencer tracy, uno dei film più veri e moderni della storia del cinema mondiale.
 
Alla fine mi sintonizzo su rai1 perchè mia madre vuol vedere i pacchi di flavio insinna e appare invece il ‘piccolo diavolo’ Benigni che comincia un soliloquio straordinario.
La politica all’inizio tiene banco e ne ha per tutti, e quando il pubblico è già definitivamente suo, alle lacrime un po’ per le risate delle sue battute e un po’ per la tristezza per il fatto che dica cose vere, si proietta su Dante e prima spiega poi declama a memoria il V canto dell’Inferno di Dante, quello dei lussuriosi e di Paolo e Francesca, il canto dell’amore benedetto nonostante la maledizione dell’inferno, dell’abbandono ai sentimenti, della gioia dei dannati per averlo vissuto almeno un momento, dell’invidia di Dante innamorato infelice della sua Beatrice.
 
Benigni si rivolge al suo pubblico come se tutti conoscessero bene l’opera e la sua carica allegorica, spiega e commenta meglio di ogni professore.
E lì già cresce il rammarico pensando a quanto non avevo capito ai tempi della scuola, eppure ero riuscito ad innamorarmene lo stesso di quella lirica, e mi vengono in mente i miei compagni che non se ne sono innamorati mai per colpa anche di una prof d’italiano senza sentimento e senza amore per la poesia. Spero per loro e per generazioni di studenti con prof mediocri, che ieri sera non stessero vedendo ‘il capo dei capi’ o l’Armani Jeans o la Fiorentina.
 
Ma io mi chiedo se possa essere un comico a dover riuscire a spiegare a 10 milioni di telespettatori italiani la più grande opera letteraria mai scritta.
E pensare che Benigni si rivolge agli italiani ignoranti come a coloro che leggono la Divina Commedia da sempre ed invece molti di loro, potrei dire di noi, a malapena sa di cosa si parla, a malapena ha idea di chi sia Dante, di sfuggita abbia ancora in mente qualcosa.
 
Ricordo Vittorio Gassmann che in orari notturni leggeva Dante, direi interpretava Dante con il piglio dell’attore di rango, ma Benigni ne parla da barista della casa del popolo di castiglione fiorentino, con la passione di un bambino e la sapienza di un professore.
 
Sarà che il V canto è davvero meraviglioso e riassume in pochi versi l’essenza stessa dell’amore, quella dell’abbandono della ragione al sentimento, della vulnerabilità di fronte alla persona amata e alll’inutilità della vita stessa senza quello struggimento lungo un momento ma forse eterno, proprio per quello, come l’amore dannato di Paolo e Francesca.
 
 

Nessuno tocchi Caino? e ad Abele chi ci pensa?

 
Basta, non ne posso più di leggere porcherie sui giornali di gente ammazzata, bambini e donne molestati, omicidi multipli.
E basta soprattutto agli innocentisti, a quelli per i quali il carcere è una giusta punizione, poi ti ritrovi serial killer a piede libero o agli arresti domiciliari. Alcuni perfino testimonial di pubblicità.
 
Basta ancora di più ai buonisti e a quelli che dicono che la vita è sacra.
 
Sarò blasfemo ma per chi commette certi reati il carcere non serve perchè non si merita di vivere.
 
Non li capisco quelli di ‘nessuno tocchi Caino’.
Scusate ma ad Abele ci voglio pensare??
 
C’è qualcuno che ha un’idea di cosa vuol dire morire due volte per vedere il proprio aguzzino libero e tranquillo dovendo vivere con il dolore e la morte nel cuore?
 
La fratellanza è una cosa bella, il perdono è addirittura meravigliosa ma chi si vede ucciso un figlio (penso al piccolo Tommy morto a meno di 2 anni da atroci soofferenze) o la moglie come si fa a biasimarlo se si fa giustizia da solo dato che la legge non lo tutela?
 
E vogliono parlare del concetto di abuso di legittima difesa??
Allora ricapitoliamo: io faccio il negoziante. Tu entri nel mio negozio per derubarmi armato e io non posso spararti perchè se per caso la tua pistola era un giocattolo e ti ammazzo, vado in galera io.
Questo succede in Italia oggi.
 
Io lo dico e lo ripeto: sto dalla parte di Abele. Caino era un bastardo e meritava una brutta fine. Allora come oggi.
 
 

Nessuno tocchi Caino? e ad Abele chi ci pensa?

 
Basta, non ne posso più di leggere porcherie sui giornali di gente ammazzata, bambini e donne molestati, omicidi multipli.
E basta soprattutto agli innocentisti, a quelli per i quali il carcere è una giusta punizione, poi ti ritrovi serial killer a piede libero o agli arresti domiciliari. Alcuni perfino testimonial di pubblicità.
 
Basta ancora di più ai buonisti e a quelli che dicono che la vita è sacra.
 
Sarò blasfemo ma per chi commette certi reati il carcere non serve perchè non si merita di vivere.
 
Non li capisco quelli di ‘nessuno tocchi Caino’.
Scusate ma ad Abele ci voglio pensare??
 
C’è qualcuno che ha un’idea di cosa vuol dire morire due volte per vedere il proprio aguzzino libero e tranquillo dovendo vivere con il dolore e la morte nel cuore?
 
La fratellanza è una cosa bella, il perdono è addirittura meravigliosa ma chi si vede ucciso un figlio (penso al piccolo Tommy morto a meno di 2 anni da atroci soofferenze) o la moglie come si fa a biasimarlo se si fa giustizia da solo dato che la legge non lo tutela?
 
E vogliono parlare del concetto di abuso di legittima difesa??
Allora ricapitoliamo: io faccio il negoziante. Tu entri nel mio negozio per derubarmi armato e io non posso spararti perchè se per caso la tua pistola era un giocattolo e ti ammazzo, vado in galera io.
Questo succede in Italia oggi.
 
Io lo dico e lo ripeto: sto dalla parte di Abele. Caino era un bastardo e meritava una brutta fine. Allora come oggi.
 
 

Italia.it :storia di un fallimento italiano

 

“Se il Governo è incapace di realizzare un portale italiano del turismo all’altezza di un Paese come il nostro, è meglio lasciar perdere” dichiara Lucio Stanca, ex Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, commentando l’intervento di ieri del Ministro Rutelli alla Commissione Industria del Senato. “Tutti i nostri maggiori concorrenti hanno da anni realizzato siti pubblici nazionali per la promozione della loro offerta turistica” ha proseguito il senatore azzurro rivendicando «il merito di aver promosso il portale Italia.it come iniziativa di grande innovazione e notevoli prospettive per promuovere il nostro sistema turistico, di aver reperito i fondi non solo per realizzarla, ma anche per gestirla e promuoverla a livello internazionale negli anni futuri».

 

Il senatore ha precisato che, “dopo aver speso all’incirca 1 milione di euro dei 45 complessivamente programmati, con il cambio di legislatura è stato lasciato all’attuale Governo il compito di portare avanti il progetto. Nel “passaggio di consegne” era stata indicata chiaramente la necessità di stipulare al più presto, con i 25 milioni di euro a ciò destinati, le previste convenzioni con le regioni per popolare il portale dei contenuti digitali necessari e l’opportunità di applicare alle imprese fornitrici le penali per la parte della fornitura riguardante la scarsa qualità dei dati forniti, come aveva suggerito l’Avvocatura Generale dello Stato, da me stesso interpellata”.

 

Dopo oltre 10 mesi dalla nascita del Governo, il Ministro Rutelli presentava il 21 febbraio scorso il Portale rendendolo disponibile al pubblico con un livello qualitativo delle informazioni assolutamente  insoddisfacente. Oggi invece, dopo ben 18 mesi dalla presa in carico del progetto, sembra ne voglia decretare la chiusura. Il senatore Stanca ha posto al Ministro una serie di domande che non hanno avuto risposte esaurienti quali: “Perché in questo tempo è stato fatto poco o niente dal Governo per continuare la realizzazione del progetto? Perchè, pur essendo i fondi e gli strumenti disponibili, non è stata portata a termine alcuna collaborazione con le Regioni per sviluppare i contenuti digitali? Quale è la reale decisione del Governo, tra le tante dichiarazioni fatte, circa il futuro del Portale?”.

 

Stanca conclude “respingendo al mittente il tentativo maldestro di addebitare al precedente Governo le inadempienze e incapacità del Governo Prodi, da sempre latitante sulla politica dell’innovazione, fino a privare il nostro sistema turistico di una risorsa innovativa così necessaria e strategica.

Ancora una volta si dimostra che questo Governo è inadeguato alle esigenze del Paese”.

 

 

storia di un fallimento italiano…dico io…e per me che lavoro in questo campo dispiace pure di più

Italia.it :storia di un fallimento italiano

 

“Se il Governo è incapace di realizzare un portale italiano del turismo all’altezza di un Paese come il nostro, è meglio lasciar perdere” dichiara Lucio Stanca, ex Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, commentando l’intervento di ieri del Ministro Rutelli alla Commissione Industria del Senato. “Tutti i nostri maggiori concorrenti hanno da anni realizzato siti pubblici nazionali per la promozione della loro offerta turistica” ha proseguito il senatore azzurro rivendicando «il merito di aver promosso il portale Italia.it come iniziativa di grande innovazione e notevoli prospettive per promuovere il nostro sistema turistico, di aver reperito i fondi non solo per realizzarla, ma anche per gestirla e promuoverla a livello internazionale negli anni futuri».

 

Il senatore ha precisato che, “dopo aver speso all’incirca 1 milione di euro dei 45 complessivamente programmati, con il cambio di legislatura è stato lasciato all’attuale Governo il compito di portare avanti il progetto. Nel “passaggio di consegne” era stata indicata chiaramente la necessità di stipulare al più presto, con i 25 milioni di euro a ciò destinati, le previste convenzioni con le regioni per popolare il portale dei contenuti digitali necessari e l’opportunità di applicare alle imprese fornitrici le penali per la parte della fornitura riguardante la scarsa qualità dei dati forniti, come aveva suggerito l’Avvocatura Generale dello Stato, da me stesso interpellata”.

 

Dopo oltre 10 mesi dalla nascita del Governo, il Ministro Rutelli presentava il 21 febbraio scorso il Portale rendendolo disponibile al pubblico con un livello qualitativo delle informazioni assolutamente  insoddisfacente. Oggi invece, dopo ben 18 mesi dalla presa in carico del progetto, sembra ne voglia decretare la chiusura. Il senatore Stanca ha posto al Ministro una serie di domande che non hanno avuto risposte esaurienti quali: “Perché in questo tempo è stato fatto poco o niente dal Governo per continuare la realizzazione del progetto? Perchè, pur essendo i fondi e gli strumenti disponibili, non è stata portata a termine alcuna collaborazione con le Regioni per sviluppare i contenuti digitali? Quale è la reale decisione del Governo, tra le tante dichiarazioni fatte, circa il futuro del Portale?”.

 

Stanca conclude “respingendo al mittente il tentativo maldestro di addebitare al precedente Governo le inadempienze e incapacità del Governo Prodi, da sempre latitante sulla politica dell’innovazione, fino a privare il nostro sistema turistico di una risorsa innovativa così necessaria e strategica.

Ancora una volta si dimostra che questo Governo è inadeguato alle esigenze del Paese”.

 

 

storia di un fallimento italiano…dico io…e per me che lavoro in questo campo dispiace pure di più

Nazionale di pallavolo maschile

 
stasera colmo un vuoto, una lacuna: vedrò per la 1′ volta dal vivo in in vita mia, la nazionale di pallavolo maschile.
Per uno cresciuto nel mito della ‘generazione dei fenomeni’ è comunque un appuntamento storico, soprattutto per la passione per questo sport e per gli intramontabili rimorsi per non aver assecondato la passione anche per qualche problema di troppo.
 
Cmq esordisco anch’io stasera come la nazionale di Anastasi.
E lo faccio col botto perchè esordisco in tribuna vip.
 
Grazie ad un ruolo acquisito di recente poi, mi godo la partita da una bella poltroncina centralissima: dirò forse meno parolacce ma non escludo che potrò uscire dai panni del tifoso seppur dovrò farlo in giacca e cravatta.
 
Mi sto riavvicinando al mondo dello sport e la mia parabola comincia a ritornare dalla parte giusta, quella che mi ha guidato agli albori delle mie esperienze giornalistiche.
Ha fatto giri ampi, ne farà ancora, tuttavia il fatto che sia di nuovo dentro lo sport non solo da tifoso o come fidanzato di una pallavolista, mi esalta davvero.
 
Ebbene conto di continuare così.
L’obiettivo è vincere, sempre!!
 
Appuntamento ore 20, PalaRossini di Ancona, forza ragazzi!!