Che tempi

 
Tempo da lupi, neve, freddo, tensioni.
E io che volevo un weekend tranquillo con pc a casa e spazio ai festeggiamenti per il mio compleanno con Simo.
 
Venerdì 14 dicembre, Ore 14.45 volo via dall’ufficio dopo mattinata con conferenza stampa molto ben organizzata e ben partecipata (prima il dovere poi il piacere).
Parto col sole alla volta di Benevento, rayban ben inforcati, pantaloni, camicia, giacca e cravatta Paolorossi, ottimismo a mille.
 
ore 18.30 il viaggio prosegue tranquillo finchè non comincia a nevicare. Mi trovo in Molise sulla statale che da Termoli arriva a Benevento passando per i dintorni di Isernia e Campobasso. Neve a bordostrada, buoi pesto vista l’ora, neve che cade dal cielo.
 
ore 18.50 siamo fermi in fila. I Carabinieri hanno bloccato la viabilità e non si sa se potremo porseguire. Io in realtà mi mantengo ottimista perchè la mia A3 è dotata di tutti i controlli elettronici necessari e un bel treno di gomme termiche consigliatemi dal mitico gommista Giorgio.
 
ore 19 ci fanno ripartire sotto una fitta nevicata. Vengono bloccati gli automezzi pesanti. Proseguiamo a 30 Km all’ora. Sale un po’ di tensione per non sapere cosa ci attenderà in zona Passo di Vinchiaturo e poi per scendere a Benevento.
Nel frattempo il solito idiota per poco non vola giù da una cavalcavia con la sua auto e rischia le botte da un camionista nel giro di 3 minuti. Racconto la scena. Siamo fermi su un viadotto sotto una fitta nevicata perchè si procede a senso unico alternato. Sono la 2′ auto della fila. Si crea la coda. Dopo un minuto quando i mezzi che dall’altro senso hanno il semaforo verde si cominciano a muovere, arriva un furbo sulla corsia di sinistra con una Fiat Tipo verde a tutta velocità. Inchioda per evitare il frontale con la 1′ auto che viene dall’altro senso, si fa da parte per farla passare tra l’incredulità nostra. Il 2′ mezzo ahilui è un camion. Nasce un diverbio tra i rispettivi guidatori. Noi siamo tutti col camionista ovviamente, che minaccia dal finestrino di scendere e risolvere la questione in maniera poco amichevole. Da dietro l’occupante di un auto scende e con tipico campano urla 2 volte: "Ma portatelo stu strunz", come a dire al camionista di agganciare l’auto dell’idiota e levarcelo di mezzo.
 
Risolto questo impiccio folcloristico ripartiamo e per fortuna, seppur ad andatura ridotta e con circa 90 minuti in più del previsto, arrivo a Benevento.
 
Vento freddo, neve per i due giorni successivi: sabato sera all’uscita dal cinema la temperatura è di -5 gradi.
 
Domenica ore 14 riparto (in anticipo sul programma solito perchè la tv promette i soliti catastrofosmi sull’autostrada). Stavolta evito l’entroterra molisano, e percorro l’A3 in direzione Bari fino a Candela, e da lì mi raccordo sull’A14. Strada pulita, traffico zero. Ho il tempo pure per fermarmi a prendere un caffè e fare gasolio alla Tamoil sperimentando la mia opzione Telepass Premium.
Paesaggio stile Heidi intorno a me, con mucchi di neve che per fortuna non disturbano il mio transito. Passo ValdiSangro, Ortona, Lanciano dove Radio1 mi dice che non sono state disputate le partite di calcio per neve, ma gli uomini dell’Anas per fortuna hanno fatto un buon lavoro.
 
ore 18 arrivo a Pineto e già assaporo l’aria di casa. Peccato che dal cielo scenda una bufera di neve micidiale. Sembra di stare in Svizzera. Fiocchi immensi, manto stradale subito imbiancato, procediamo lentamente con le 4 frecce innescate ed un certo timore. Mancano 100 km a casa e pensare di farseli a 30 all’ora sotto una fitta nevicata che può ghiacciare la strada è una prospettiva avvilente.
per fortuna il casino dura una decina di chilometri e a Roseto la neve diventa nevischio mentre a Teramo è acqua.
 
alle ore 19.15 arrivo a casa. Una bella doccia calda mi aiuta a scaricare la tensione ma non mi toglie il malditesta.
 
Che avventura ed un unico rammarico: la consapevolezza di non essermi goduto il weekend come avrei voluto: è vero che sono stato bene e l’Accademia ha vinto 3-0 con Soverato, ma la tensione per il maltempo e le prospettive di poter tornare a casa sanza inghippi mi ha un po’ tenuto in ansia…eh va bè, incerti della stagione!!
 
 
 
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Che tempi

 
Tempo da lupi, neve, freddo, tensioni.
E io che volevo un weekend tranquillo con pc a casa e spazio ai festeggiamenti per il mio compleanno con Simo.
 
Venerdì 14 dicembre, Ore 14.45 volo via dall’ufficio dopo mattinata con conferenza stampa molto ben organizzata e ben partecipata (prima il dovere poi il piacere).
Parto col sole alla volta di Benevento, rayban ben inforcati, pantaloni, camicia, giacca e cravatta Paolorossi, ottimismo a mille.
 
ore 18.30 il viaggio prosegue tranquillo finchè non comincia a nevicare. Mi trovo in Molise sulla statale che da Termoli arriva a Benevento passando per i dintorni di Isernia e Campobasso. Neve a bordostrada, buoi pesto vista l’ora, neve che cade dal cielo.
 
ore 18.50 siamo fermi in fila. I Carabinieri hanno bloccato la viabilità e non si sa se potremo porseguire. Io in realtà mi mantengo ottimista perchè la mia A3 è dotata di tutti i controlli elettronici necessari e un bel treno di gomme termiche consigliatemi dal mitico gommista Giorgio.
 
ore 19 ci fanno ripartire sotto una fitta nevicata. Vengono bloccati gli automezzi pesanti. Proseguiamo a 30 Km all’ora. Sale un po’ di tensione per non sapere cosa ci attenderà in zona Passo di Vinchiaturo e poi per scendere a Benevento.
Nel frattempo il solito idiota per poco non vola giù da una cavalcavia con la sua auto e rischia le botte da un camionista nel giro di 3 minuti. Racconto la scena. Siamo fermi su un viadotto sotto una fitta nevicata perchè si procede a senso unico alternato. Sono la 2′ auto della fila. Si crea la coda. Dopo un minuto quando i mezzi che dall’altro senso hanno il semaforo verde si cominciano a muovere, arriva un furbo sulla corsia di sinistra con una Fiat Tipo verde a tutta velocità. Inchioda per evitare il frontale con la 1′ auto che viene dall’altro senso, si fa da parte per farla passare tra l’incredulità nostra. Il 2′ mezzo ahilui è un camion. Nasce un diverbio tra i rispettivi guidatori. Noi siamo tutti col camionista ovviamente, che minaccia dal finestrino di scendere e risolvere la questione in maniera poco amichevole. Da dietro l’occupante di un auto scende e con tipico campano urla 2 volte: "Ma portatelo stu strunz", come a dire al camionista di agganciare l’auto dell’idiota e levarcelo di mezzo.
 
Risolto questo impiccio folcloristico ripartiamo e per fortuna, seppur ad andatura ridotta e con circa 90 minuti in più del previsto, arrivo a Benevento.
 
Vento freddo, neve per i due giorni successivi: sabato sera all’uscita dal cinema la temperatura è di -5 gradi.
 
Domenica ore 14 riparto (in anticipo sul programma solito perchè la tv promette i soliti catastrofosmi sull’autostrada). Stavolta evito l’entroterra molisano, e percorro l’A3 in direzione Bari fino a Candela, e da lì mi raccordo sull’A14. Strada pulita, traffico zero. Ho il tempo pure per fermarmi a prendere un caffè e fare gasolio alla Tamoil sperimentando la mia opzione Telepass Premium.
Paesaggio stile Heidi intorno a me, con mucchi di neve che per fortuna non disturbano il mio transito. Passo ValdiSangro, Ortona, Lanciano dove Radio1 mi dice che non sono state disputate le partite di calcio per neve, ma gli uomini dell’Anas per fortuna hanno fatto un buon lavoro.
 
ore 18 arrivo a Pineto e già assaporo l’aria di casa. Peccato che dal cielo scenda una bufera di neve micidiale. Sembra di stare in Svizzera. Fiocchi immensi, manto stradale subito imbiancato, procediamo lentamente con le 4 frecce innescate ed un certo timore. Mancano 100 km a casa e pensare di farseli a 30 all’ora sotto una fitta nevicata che può ghiacciare la strada è una prospettiva avvilente.
per fortuna il casino dura una decina di chilometri e a Roseto la neve diventa nevischio mentre a Teramo è acqua.
 
alle ore 19.15 arrivo a casa. Una bella doccia calda mi aiuta a scaricare la tensione ma non mi toglie il malditesta.
 
Che avventura ed un unico rammarico: la consapevolezza di non essermi goduto il weekend come avrei voluto: è vero che sono stato bene e l’Accademia ha vinto 3-0 con Soverato, ma la tensione per il maltempo e le prospettive di poter tornare a casa sanza inghippi mi ha un po’ tenuto in ansia…eh va bè, incerti della stagione!!
 
 
 

La svolta

 
Se ne parlava ieri alla radio mentre rientravo a caso.
Una psicoterapeuta dava alcune interessanti definizioni di ‘Svolta’ nella vita delle persone mentre alcuni ascoltatori intervenivano per dire la loro.
Io come al solito mi limito ad ascoltare e poi rifletto.
 
La svolta è qualcosa per la quale bisogna essere pronti.
Questa è stata la conclusione.
Come chi cerca la donna giusta, il lavoro giusto, l’occasione per emergere, la via per la felicità.
Pensavo ai miei amici ed in particolare ad uno con il quale ho affrontato questo discorso di recente.
 
Quindi la svolta non è un caso, non è un evento fortunato. Bisogna provocarla. Bisogna essere pronti ad accettarla a viverla e quindi a mettersi in discussione perchè comunque causa una serie di cambiamenti.
E come non essere daccordo.
 
Anche la fine di una storia d’amore è una svolta, non solo l’inizio lo è.
Stesso dicasi quando si cambia lavoro, città, quando si litiga con un amico, quando si cambia auto.
 
Avvengono svolte ogni giorno, più o meno importanti e spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.
Ma parliamo di quelle grandi.
 
Ne conto almeno 3 davvero epocali nella mia vita finora, tutte diverse, tutte separate l’una dall’altra, tutte tremendamente importanti.
Tutte però hanno un unico denominatore comune e cioè che quando sono avvenute io non me ne sono reso conto subito ma solo dopo, passato qualche tempo. Me ne rendo conto anche ora a distanza di tempo.
E’ come se la svolta non solo avesse aperto un nuovo libro nella mia vita ma addirittura stessi continuando a sfogliarlo, a scriverlo.
E questo secondo me è davvvero molto interessante.
 
 

La svolta

 
Se ne parlava ieri alla radio mentre rientravo a caso.
Una psicoterapeuta dava alcune interessanti definizioni di ‘Svolta’ nella vita delle persone mentre alcuni ascoltatori intervenivano per dire la loro.
Io come al solito mi limito ad ascoltare e poi rifletto.
 
La svolta è qualcosa per la quale bisogna essere pronti.
Questa è stata la conclusione.
Come chi cerca la donna giusta, il lavoro giusto, l’occasione per emergere, la via per la felicità.
Pensavo ai miei amici ed in particolare ad uno con il quale ho affrontato questo discorso di recente.
 
Quindi la svolta non è un caso, non è un evento fortunato. Bisogna provocarla. Bisogna essere pronti ad accettarla a viverla e quindi a mettersi in discussione perchè comunque causa una serie di cambiamenti.
E come non essere daccordo.
 
Anche la fine di una storia d’amore è una svolta, non solo l’inizio lo è.
Stesso dicasi quando si cambia lavoro, città, quando si litiga con un amico, quando si cambia auto.
 
Avvengono svolte ogni giorno, più o meno importanti e spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.
Ma parliamo di quelle grandi.
 
Ne conto almeno 3 davvero epocali nella mia vita finora, tutte diverse, tutte separate l’una dall’altra, tutte tremendamente importanti.
Tutte però hanno un unico denominatore comune e cioè che quando sono avvenute io non me ne sono reso conto subito ma solo dopo, passato qualche tempo. Me ne rendo conto anche ora a distanza di tempo.
E’ come se la svolta non solo avesse aperto un nuovo libro nella mia vita ma addirittura stessi continuando a sfogliarlo, a scriverlo.
E questo secondo me è davvvero molto interessante.