Quello che non so

Restando sull’argomento libro, quello che non so è quando il libro sarà disponibile in libreria.
Purtroppo la situazione è questa e ne è io nè Luca possiamo farci nulla.

La tipografia che ha stampato il volume pare sia in liquidazione e di conseguenza non può consegnare le 1000 copie all’editore da girare al distributore per la diffusione.
Di conseguenza oltre a non guadagnarci nessuno, soprattutto loro dato che la nostra royalty la definirei simbolica, a tutti coloro che ci chiedono quando sarà disponibile il libro non sappiamo davvero cosa dire.

Oggi mi ha scritto la responsabile dell’ufficio stampa di un’agenzia di Udine che non conosco la quale ha letto in rete info sul libro e mi ha chiesto notizie.

Anche CW vorrebbe acquistare 50 copie da regalare a clienti ed amici ma anche lì siamo fermi.
Che tristezza grossa: sembra una beffa in realtà è una situazione grottesca che ci innervosisce e ci avvilisce.

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Quello che non so

Restando sull’argomento libro, quello che non so è quando il libro sarà disponibile in libreria.
Purtroppo la situazione è questa e ne è io nè Luca possiamo farci nulla.

La tipografia che ha stampato il volume pare sia in liquidazione e di conseguenza non può consegnare le 1000 copie all’editore da girare al distributore per la diffusione.
Di conseguenza oltre a non guadagnarci nessuno, soprattutto loro dato che la nostra royalty la definirei simbolica, a tutti coloro che ci chiedono quando sarà disponibile il libro non sappiamo davvero cosa dire.

Oggi mi ha scritto la responsabile dell’ufficio stampa di un’agenzia di Udine che non conosco la quale ha letto in rete info sul libro e mi ha chiesto notizie.

Anche CW vorrebbe acquistare 50 copie da regalare a clienti ed amici ma anche lì siamo fermi.
Che tristezza grossa: sembra una beffa in realtà è una situazione grottesca che ci innervosisce e ci avvilisce.

Quello che dicevo

Lascio traccia di alcuni concetti che ho espresso nella mia presentazione del libro o almeno ho tentato.

Innanzitutto che il mestiere dell’ufficio stampa è davvero difficile, ogni giorno sempre più complesso perchè lo spazio è sempre lo stesso o diminuisce e la concorrenza aumenta.

Quindi se da una parte è importante aggiornarsi, stare al passo, dall’altra avere una professionalità riconosciuta, un nome, una buona reputazione è molto importante.

Il rapporto con i giornalisti è molto importante offrendo loro le notizie confezionate in maniera tale da renderle per loro appetibili, ma il vero punto secondo me è che la comunicazione di massa è lo strumento per realizzare un’ottima comunicazione d’impresa.

L’ufficio stampa deve avere il pregio di essere più realista del re e cioè di fare in modo di offrire al cliente quanto lui si aspetta ma senza promettere ciò che non può dare, altrimenti la delusione sarebbe davvero tremenda e con essa la perdita di credibilità, di potere contrattuale, del cliente stesso.

Il fine del libro era quello di presentare la nostra esperienza: nessuna pretesa di pontificare o di dire passare per chissà quali espertoni.
Ecco perchè era importante circostanziare con tanti esempi, con interventi di colleghi.

Chi può dire di avere il segreto del successo del proprio lavoro se non nello straordinario buon senso assolutamente indispensabile per chi fa l’ufficio stampa?
Ho tentato di fare questo lavoro e Luca lo stesso.

Poi è ovvio che c’è una sorta di ABC che non si può davvero non conoscere ma l’esperienza è davvero importante: purtroppo devo dire che "sbagliando s’impara" in questo mestiere davvero non vale.
Se sbagli sei fuori dal mercato, dalla credibilità, dalle grazie del cliente.
E allora addio.

Quello che dicevo

Lascio traccia di alcuni concetti che ho espresso nella mia presentazione del libro o almeno ho tentato.

Innanzitutto che il mestiere dell’ufficio stampa è davvero difficile, ogni giorno sempre più complesso perchè lo spazio è sempre lo stesso o diminuisce e la concorrenza aumenta.

Quindi se da una parte è importante aggiornarsi, stare al passo, dall’altra avere una professionalità riconosciuta, un nome, una buona reputazione è molto importante.

Il rapporto con i giornalisti è molto importante offrendo loro le notizie confezionate in maniera tale da renderle per loro appetibili, ma il vero punto secondo me è che la comunicazione di massa è lo strumento per realizzare un’ottima comunicazione d’impresa.

L’ufficio stampa deve avere il pregio di essere più realista del re e cioè di fare in modo di offrire al cliente quanto lui si aspetta ma senza promettere ciò che non può dare, altrimenti la delusione sarebbe davvero tremenda e con essa la perdita di credibilità, di potere contrattuale, del cliente stesso.

Il fine del libro era quello di presentare la nostra esperienza: nessuna pretesa di pontificare o di dire passare per chissà quali espertoni.
Ecco perchè era importante circostanziare con tanti esempi, con interventi di colleghi.

Chi può dire di avere il segreto del successo del proprio lavoro se non nello straordinario buon senso assolutamente indispensabile per chi fa l’ufficio stampa?
Ho tentato di fare questo lavoro e Luca lo stesso.

Poi è ovvio che c’è una sorta di ABC che non si può davvero non conoscere ma l’esperienza è davvero importante: purtroppo devo dire che "sbagliando s’impara" in questo mestiere davvero non vale.
Se sbagli sei fuori dal mercato, dalla credibilità, dalle grazie del cliente.
E allora addio.

Quelli che c’erano

Sarebbe riduttivo dedicare semplicemente questo post a parlare dell’esperienza della presentazione del libro e forse banale.
C’abbiamo lavorato tanto, per organizzare la presentazione dico, non per il libro.

L’impegno per realizzare il libro quasi non me lo ricordo più

Mi piace soffermarmi su chi c’era, su chi ha voluto essere presente, su quanto hanno detto in pubblico o in privato.
E faccio una premessa.
C’era un certo scetticismo: ma come sarà sto libro? ci sarà poca gente? sarà davvero una cosa seria?

Risultato davvero positivo. Il ringraziamento deve inizare da Giulia Mancinelli, Simone Socionovo e Massimo Bernardi che hanno animato la serata.
Per coloro che erano in sala comincio da chi c’era del pubblico familiare:
Simo ovviamente, mamma, nonna, stè, fabio, christian, zio e zia

Amici, quelli che su cui conti veramente:
teo, fla, dani, roby. E aggiungo pippo (con signora), cisco, michele c. igor.

Amici, quelli che non ti aspetti
ale, ele, sonia

Colleghi (un po’ pochini per la verità: meglio pochi ma buoni)
luca, michi e bruna

Clienti (che ti gratificano veramente per la loro presenza perchè ti dimostra che forse hai dato qualcosa anche sotto l’aspetto umano a queste persone che hanno la prima occasione, forse l’unica, di mettersi dall’altra parte della barricata, ascoltare quello che dici, vederti sotto un’altra ottica che non sia quella di cliente (lui) e di consulente (tu) e scelgono di non perderla nonostante gli impegni. E la cosa ti fa sentire bene e senti di doverli ringraziare davvero. E vederli arrivare e sapere che sono lì con un po’ di curiosità ma con una certa fiducia ti ripaga di tutto il lavoro, e ti fa capire fino in fondo che hai fatto qualcosa di buono in questi mesi ed anni)
Roberto Pesaresi e Giorgio Cataldi.

Altri non attesi
Luca G. e Mauro B. : professionisti seri, gente in gamba

E veniamo agli assenti. Qualcuno annunciato e giustificato. Qualcuno nemmeno ha risposto.
Delusione forte per l’assenza di alcuni colleghi che fa riflettere sul gruppo ma anche su quanto ho seminato in questi anni sotto l’aspetto personale: evidentemente poco.
So che Mike ci sarebbe stato a qualsiasi costo se non fosse in Australia, so che Carla era davvero dispiaciuta per non esserci ed anche Manu anche se non ho capito che impegno tanto improrogabile avesse.
Altre assenze: so che Paola era molto dispiaciuta per non esserci, Giovanni lo stesso.

Un’ assenza mi fa un po’ male perchè giustificata solo a posteriori tra l’altro nemmeno da lui personalmente. Non è la prima volta che mi fa degli scherzetti del genere, provvederò.

Grazie invece a chi ha speso 13 euro per acquistare il libro e ci ha dato fiducia
Grazie a chi mi ha chiesto perfino la dedica: le ho fatte tutte col cuore, niente di preparato o di banale, almeno spero, anche se già oggi me ne ricordo a mala pena 2-3.

Quelli che c’erano

Sarebbe riduttivo dedicare semplicemente questo post a parlare dell’esperienza della presentazione del libro e forse banale.
C’abbiamo lavorato tanto, per organizzare la presentazione dico, non per il libro.

L’impegno per realizzare il libro quasi non me lo ricordo più

Mi piace soffermarmi su chi c’era, su chi ha voluto essere presente, su quanto hanno detto in pubblico o in privato.
E faccio una premessa.
C’era un certo scetticismo: ma come sarà sto libro? ci sarà poca gente? sarà davvero una cosa seria?

Risultato davvero positivo. Il ringraziamento deve inizare da Giulia Mancinelli, Simone Socionovo e Massimo Bernardi che hanno animato la serata.
Per coloro che erano in sala comincio da chi c’era del pubblico familiare:
Simo ovviamente, mamma, nonna, stè, fabio, christian, zio e zia

Amici, quelli che su cui conti veramente:
teo, fla, dani, roby. E aggiungo pippo (con signora), cisco, michele c. igor.

Amici, quelli che non ti aspetti
ale, ele, sonia

Colleghi (un po’ pochini per la verità: meglio pochi ma buoni)
luca, michi e bruna

Clienti (che ti gratificano veramente per la loro presenza perchè ti dimostra che forse hai dato qualcosa anche sotto l’aspetto umano a queste persone che hanno la prima occasione, forse l’unica, di mettersi dall’altra parte della barricata, ascoltare quello che dici, vederti sotto un’altra ottica che non sia quella di cliente (lui) e di consulente (tu) e scelgono di non perderla nonostante gli impegni. E la cosa ti fa sentire bene e senti di doverli ringraziare davvero. E vederli arrivare e sapere che sono lì con un po’ di curiosità ma con una certa fiducia ti ripaga di tutto il lavoro, e ti fa capire fino in fondo che hai fatto qualcosa di buono in questi mesi ed anni)
Roberto Pesaresi e Giorgio Cataldi.

Altri non attesi
Luca G. e Mauro B. : professionisti seri, gente in gamba

E veniamo agli assenti. Qualcuno annunciato e giustificato. Qualcuno nemmeno ha risposto.
Delusione forte per l’assenza di alcuni colleghi che fa riflettere sul gruppo ma anche su quanto ho seminato in questi anni sotto l’aspetto personale: evidentemente poco.
So che Mike ci sarebbe stato a qualsiasi costo se non fosse in Australia, so che Carla era davvero dispiaciuta per non esserci ed anche Manu anche se non ho capito che impegno tanto improrogabile avesse.
Altre assenze: so che Paola era molto dispiaciuta per non esserci, Giovanni lo stesso.

Un’ assenza mi fa un po’ male perchè giustificata solo a posteriori tra l’altro nemmeno da lui personalmente. Non è la prima volta che mi fa degli scherzetti del genere, provvederò.

Grazie invece a chi ha speso 13 euro per acquistare il libro e ci ha dato fiducia
Grazie a chi mi ha chiesto perfino la dedica: le ho fatte tutte col cuore, niente di preparato o di banale, almeno spero, anche se già oggi me ne ricordo a mala pena 2-3.

Arenato su un libro

che io sia un divoratore di libri gialli con una qualche ambientazione storica è cosa nota.
ne ho letti un centinaio, l’ho anche scritto nel mio profilo in questo blog.

scrivo questo post per denunciare un fatto singolare pressochè inedito.
nonostante dedichi parecchio tempo alla scelta di ogni singolo libro da acquistare, ponderandolo bene (ne una decina già pronti che attendono la mia attenzione) stavolta ho toppato miserante.
"Lo Scrigno del Male" di Martin Langfield giace sul mio comodino già da un po’.
Lo leggiucchilo ogni tanto senza riuscire a trovare dopo 170 pagine, un vero motivo per continuare.
Lo trovo lento, irreale, confusionario, noioso.

Solo due volte ho abbandonato la lettura di un libro in vita mia ma temo che rischio di collezionare il 3′ episodio.
Proverò a continuare, non mi voglio arrendere, sono certo che troverò qualcosa di interessante proseguendo: devo solo tenere duro.