La teoria della prossimità lontana o della lontananza vicina

Oggi ho deciso di sparare anche io una teoria frutto di una serie di considerazioni e di avvenimenti che hanno caratterizzato la mia vita (ed in particolare i miei rapporti di amicizia) negli ultimi anni.

Perso quello che credevo fosse mio amico ma che invece mi era solo vicino fisicamente, mantenuto a distanza siderale un amico che forse non è mai stato veramente tale, monitorati alcuni amici più o meno sempre alla stessa vicinanza, ultimamente ho riscoperto il gusto (e devo dire il piacere) di stupirmi piacevolmente del rapporto di amicizia e vicinanza con alcune persone ora lontane da me, evidentemente inversamente proporzionale alla prossimità fisica.

Ebbene tutto ciò mi fa un gran piacere perchè mi allontana fin da subito dal dubbio che possa trattarsi della solita amicizia di comodo o del rapporto un po’ finto che purtroppo troppe volte mi ha deluso.

Le amicizie sono poche e vanno selezionate alla grande come dicono un po’ tutti, ma certe volte il mio entusiasmo mi ha giocato brutti scherzi e fatto prendere clamorose cantonate.

Tutto considerato quindi, evviva la lontananza!!

Sarà più difficile andare a farsi una birra o un giro in moto o una cenetta.
Si dovrà ricorrere più spesso ad email e telefono.
Ci vorrà un po’ di più ad organizzare qualcosa.
Passerà un po’ più tempo tra un incontro e l’altro ma per la mia esperienza il tutto ha anche dei vantaggi.

Infondo nemmeno da piccolo ricordo il classico ‘amichetto del cuore’ ma temporanee apparizioni nella mia vita che, per un motivo o per l’altro, poi si sono allontanate.
Anche io ho le mie colpe e alcune distanze le ho create anche io, ma comunque sono piuttosto soddisfatto di come si sono messe le cose e spero che continuino.

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E ti vengo a cercare

ho recuperato dalla mia memoria una vecchia canzone del 1988 di Franco Battiato tratta dall’album ‘Fisiognomica’, una canzone molto intensa.
Ne consiglio l’ascolto a chiunque e l’attenta lettura del testo che inserisco qui sotto.

E ti vengo a cercare

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

Trainspotting di Danny Boyle

« Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual
e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e
ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e
chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi
sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi
ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di
tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo
per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per
rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei
fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto
qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di
ragioni quando ha l’eroina?… »

(Incipit del film)

Ciao Aldo

la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai, nemmeno se sai che è malato, nemmeno se sei pieno di realismo.
la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai soprattutto se pensi che un omone di 2 metri e 115 Kg sia quasi invincibile.
la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai perchè non credi che quel sorriso sempre stampato sul suo faccione si possa mai spegnere.

restano i ricordi di tanti bei momenti passati insieme,
di tante gioie condivise,
della stima ed il rispetto reciproco

resta il rammarico per tutto quanto si poteva fare insieme,
tutte le risate,
tutto il calcio che avremmo potuto condividere

restano i ringraziamenti ad una persona splendida per il suo modo di essere,
per la semplicità e la genuinità,
per quell’essere grande nelle cose più banali.

resta il dolore della moglie Meri e di tutti i familiari,
resta il senso dell’assenza che alberga da oggi e per sempre nel cuore di noi che lo conoscevamo
resta un posto vuoto in tribuna  alle mie spalle.

ciao Aldo

Ciao Aldo

la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai, nemmeno se sai che è malato, nemmeno se sei pieno di realismo.
la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai soprattutto se pensi che un omone di 2 metri e 115 Kg sia quasi invincibile.
la morte a 33 anni di un amico non te l’aspetti mai perchè non credi che quel sorriso sempre stampato sul suo faccione si possa mai spegnere.

restano i ricordi di tanti bei momenti passati insieme,
di tante gioie condivise,
della stima ed il rispetto reciproco

resta il rammarico per tutto quanto si poteva fare insieme,
tutte le risate,
tutto il calcio che avremmo potuto condividere

restano i ringraziamenti ad una persona splendida per il suo modo di essere,
per la semplicità e la genuinità,
per quell’essere grande nelle cose più banali.

resta il dolore della moglie Meri e di tutti i familiari,
resta il senso dell’assenza che alberga da oggi e per sempre nel cuore di noi che lo conoscevamo
resta un posto vuoto in tribuna  alle mie spalle.

ciao Aldo

Que tal, hasta l’huego

eccoci di nuovo a casa dopo il meritato stop.
Relax, divertimento, tanti Km dedicati alla scoperta di posti speciali ed alla scoperta di una lingua che penso che potrei anche parlare.
Insomma l’esperienza spagnola è stata più che positiva e come ogni post-ferie, il difficile è farsi una ragione della sveglia che suona, della solita strada da fare, l’ufficio, le 1600 e-mail.

Madrid l’abbiamo conosciuta in uno dei suoi weekend più folkloristici ed incasinati per il gay pride ma la città ci è piaciuta molto e pure l’atmosfera che abbiamo respirato.
Ele e Ricky sono stati padroni di casa splendidi e molto disponibili. Ci hanno fatto un po’ da bàlia, ci hanno portato a passeggio nei luoghi più caratterstici, ci hanno fatto scoprire la bellezza dei baretti dove farsi una cagna (bicchiere non tanto piccolo) di birra alle 6 di pomeriggio in compagnia di 4 anziane signore o di una famigliola, consumando tapas e gettando i rifiuti sul pavimento del bar, perchè così è la tradizione e chi siamo noi per…

Anche 2 ore di padel ha avuto il suo perchè. Si tratta di uno sport tipo tennis giocato in un campo più piccolo di quello da tennis, recintato perchè si può giocare anche di sponda e con racchettoni da spiaggia solo che in carbonio. Occorre abituarsi un po’ ma è divertente e gli italiani in trasferta sono perfino riusciti a battere gli italiani emigrati ;-))

Poi siamo rotolati verso sud.
Campo base a Siviglia in pieno centro, hotel ottimo per posizione e costo.
Auto a nolo per fare puntate a nord (Cordoba), sud (Cadice e Gibilterra), ovest (Huelva e Punta Umbria).
Posti affascinanti, gente cordiale, nessun inghippo e un po’ di rabbia a vedere che la benzina costa parecchio meno che da noi, che una lattina di coca-cola fredda la paghi 90 centesimi, le sigarette costano la metà che da noi ed i parcheggi coperti anche il 70% in meno.

Annotazione necessaria sul clima: ancora una volta abbiamo azzeccato la partenza!
Sono 3 anni che ci muoviamo ad inizio luglio (Favignana, Sardegna, Spagna) e siamo sempre piacevolmente impressionati dal clima che troviamo: caldo ma non caldissimo, affollato di turisti ma non affollatissimo, il tutto a prezzo all’altezza delle nostre tasche e delle nostre aspettative.
La parola d’ordine quindi è partire ad inizio luglio!!

Que tal, hasta l’huego

eccoci di nuovo a casa dopo il meritato stop.
Relax, divertimento, tanti Km dedicati alla scoperta di posti speciali ed alla scoperta di una lingua che penso che potrei anche parlare.
Insomma l’esperienza spagnola è stata più che positiva e come ogni post-ferie, il difficile è farsi una ragione della sveglia che suona, della solita strada da fare, l’ufficio, le 1600 e-mail.

Madrid l’abbiamo conosciuta in uno dei suoi weekend più folkloristici ed incasinati per il gay pride ma la città ci è piaciuta molto e pure l’atmosfera che abbiamo respirato.
Ele e Ricky sono stati padroni di casa splendidi e molto disponibili. Ci hanno fatto un po’ da bàlia, ci hanno portato a passeggio nei luoghi più caratterstici, ci hanno fatto scoprire la bellezza dei baretti dove farsi una cagna (bicchiere non tanto piccolo) di birra alle 6 di pomeriggio in compagnia di 4 anziane signore o di una famigliola, consumando tapas e gettando i rifiuti sul pavimento del bar, perchè così è la tradizione e chi siamo noi per…

Anche 2 ore di padel ha avuto il suo perchè. Si tratta di uno sport tipo tennis giocato in un campo più piccolo di quello da tennis, recintato perchè si può giocare anche di sponda e con racchettoni da spiaggia solo che in carbonio. Occorre abituarsi un po’ ma è divertente e gli italiani in trasferta sono perfino riusciti a battere gli italiani emigrati ;-))

Poi siamo rotolati verso sud.
Campo base a Siviglia in pieno centro, hotel ottimo per posizione e costo.
Auto a nolo per fare puntate a nord (Cordoba), sud (Cadice e Gibilterra), ovest (Huelva e Punta Umbria).
Posti affascinanti, gente cordiale, nessun inghippo e un po’ di rabbia a vedere che la benzina costa parecchio meno che da noi, che una lattina di coca-cola fredda la paghi 90 centesimi, le sigarette costano la metà che da noi ed i parcheggi coperti anche il 70% in meno.

Annotazione necessaria sul clima: ancora una volta abbiamo azzeccato la partenza!
Sono 3 anni che ci muoviamo ad inizio luglio (Favignana, Sardegna, Spagna) e siamo sempre piacevolmente impressionati dal clima che troviamo: caldo ma non caldissimo, affollato di turisti ma non affollatissimo, il tutto a prezzo all’altezza delle nostre tasche e delle nostre aspettative.
La parola d’ordine quindi è partire ad inizio luglio!!