Abbiamo un tetto

Insomma finalmente è fatta.
Io e Simo siamo ufficialmente proprietari della nostra casetta.
E va bene, abbiamo un simpatico mutuo che mortifica il nostro futuro per molti anni ma, tolto questo piccolo dettaglio che speriamo non sia troppo ingombrante, per il resto la notizia è davvero positiva.

Ora possiamo pensare davvero ad organizzarla, gestirla, arredarla, personalizzarla e sistemarla proprio come piace a noi.
I giudizi di unanime consenso tra coloro che l’hanno vista ovviamente ci lusingano, ma la cosa che conta è che piace a noi, e che siamo certi di aver fatto un buon affare ma, soprattutto, di aver trovato quello che cercavamo.

Eravamo disposti a compromessi ben maggiori ed invece abbiamo centrato le nostre aspettative spendendo quello che sostanzialmente era in programma.

Ora arriva il bello dicono tutti, ora arriva il difficile dicono altri.
Quel che è certo è che non abbiamo tutto il tempo da dedicarle che vorremmo e che siamo molto fortunati ad avere gusti simili che ci consentono finora, in quello che abbiamo già stabilito, di essere in perfetta sintonia.
E speriamo che continui così perchè, vista anche la distanza, se così non fosse sarebbe un grande casino ;-))

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Emozioni

Sinceramente non credevo che ritornare a Benevento sarebbe stato così emozionante: un po’ si ma non così tanto.
Eppure gli strascichi della scorsa stagione così bella, così intensa, così incredibilmente coinvolgente per tutti, anche per me che non sono un giocatore non si sono sopiti. Emozioni che solo lo sport può darti.
Già entrando in città in auto, sentivo una certa stretta al cuore…quanti ricordi…poi il pre-partita era micidiale..l’attesa non so perchè ma tremendamente difficile da sostenere. Eppure è evidente che non era l’aspetto sportivo che mi agitava perchè Milano meritatamente capolista contro Benevento purtroppo ultima, non lasciava far temere chissà quali scossoni.Eppure rivedere tanti amici, tutti felici di ri-incontrarci, quei luoghi dove abbiamo festeggiato, il ricordo del terreno di gioco pieno di spumante e di coriandoli della festa per la serie A conquistata.

Per una volta non avrei voluto essere davvero Simona, “costretta” a scendere in campo contro le sue ex compagne e so che in cuor suo ha provato certamente le stesse emozioni, anzi forse più forti.
E poi il mazzo di fiori consegnatole dal capitano avversario come segno di riconoscenza e di amicizia per quanto fatto in maglia giallorossa l’anno scorso.
Insomma tutto bello.

Io a bordo campo ho lottato per i 3 set dell’incontro contro me stesso.
Ho talmente tifato per l’Accademia l’anno scorso che avrei desiderato quello che nella pallavolo è indesirabile: cioè il pareggio con 3 punti ciascuno.

La vittoria di Milano mi fa felice perchè Simo resta in testa alla classifica ecc.
La sconfitta di Benevento mi addolora sinceramente e profondamente e mi auguro con tutto il cuore che la squadra si salvi.

E poi il dopo partita, le feste a Simo, i regali, baci, lacrime con le vecchie compagne ed amiche, alcune delle quali hanno fatto parecchia strada per rivederla, la riconoscenza nei confronti di quanto ha fatto l’anno scorso ed il rimpianto di non averla più in squadra anche da parte di personaggi importanti in seno alle istituzioni e alla società.
L’aver conosciuto quello che per me è stato un mito di giovane pallavolista anni ’90 come Joel Despaigne.

Insomma tutto meraviglioso, con un profondo grazie a tutti per quello che è stato l’anno scorso (stagione irripetibile) e per quello che è stato ieri, per me e per Simo.

Notai

Una delle ultime caste serie, un mestiere senza concorrenza perchè ad accesso limitato, dove non c’è mercato perchè loro fanno il prezzo delle loro prestazioni e, per quanto assurdo, non è mai in discussione.
Se hai bisogno di loro li paghi come e quanto vogliono loro.

Devi stare ai loro comodi: fissano loro gli appuntamenti e ti devi adeguare.
Ti guardano senza troppo rispetto: tu hai bisogno di loro, loro non hanno bisogno di te.
Le loro sale d’aspetto sono sempre piene di gente: ma se tu hai fissato un appuntamento mesi prima perchè c’è gente che aspetta?

Sono sempre circondati da tante ragazze che lavorano nel loro staff e che hanno sempre un’aria stressata e semi-isterica, mentre loro arrivano tardi, vestono elegantemente, hanno l’oraria furba e un po’ depressa.

Hanno uffici grandi con grandi scrivanie in noce, poltrone di pelle e tappeti persiani: alle loro spalle l’immancabile libreria piena di codici e libri che però davanti a te non aprono mai.

Mi costa un occhio per certificare che io e Simo spendiamo bei soldi per comprare la nostra casetta.

web 2.0

sentir parlare di web 2.0 da chi ne capisce davvero e non da chi si bulla solo con mirabolanti imprese, è certamente utile.
consultare slide sull’argomento fa anche letteratura.

complimenti a Mike e a tutta e-x per la loro ‘visione’.

Capolista

Grande vittoria di Simo e compagne che ieri in casa della 1′ in classifica hanno rovinato la festa alle locali e si sono aggiudicate l’intera posta ed il primato in classifica seppur in coabitazione con Nocera Umbra.
Risultato inatteso per molti addetti ai lavori, ma la squadra è in crescita sia nel gioco che nella convinzione e questi 3 punti sono un’ulteriore iniezione di fiducia su un morale già comunque buonissimo.

Speriamo che la squadra continui di questo passo: domenica al Palalido alle 17.30 arriva la Mgm Roma

Serata tra amici

Il senso del tempo che passa lo si intuisce dalle piccole cose.
Ieri sera, tanto per dire, mi sono ritrovato con 3 amici storici davanti ad una buona birra in un pub del centro ad ascoltare un cantante blues che faceva le cover di alcuni pezzi famosi.

Si parlava del più e del meno: lavoro, donne, calcio, problemi da risolvere.
Insomma la tipica e piacevolissima serata tra 4 amici.

Mentre ce la ridevamo alla grande, mi tornava in mente quanto fossero diverse le nostre serate alcuni anni fa, quando si perdevano ore a decidere che fare, dove andare, a chiedersi se avremmo incontrato la gente giusta, scontentando sempre qualcuno che magari aveva altre idee ma che non era stato capace di convincere gli altri.
Insomma il pensiero è andato al posto dove eravamo, un pub storico di Ancona che c’è forse da sempre, e che abbiamo snobbato per anni alla ricerca poi chissà di cosa.
Ma per fortuna il tempo è passato.

Forse è il segno del tempo che cambia, che ci siamo invecchiati, che puntiamo più sulla compagnia che sulla location, più su di noi che sugli altri/altre anche se dei 4 io sono l’unico con una relazione seria in piedi.