Nuove sfide

Ormai non si sente che parlare di nuove sfide: tutta la nostra vita sembra una sfida continua, una conquista, una lotta.
Mi chiedo se anche in passato fosse così.

Il lavoro, i soldi, i pensieri, i casini da risolvere, ora ci si mette pure la crisi economica e la recessione.
In fondo uno degli obiettivi della vita dovrebbe essere la tranquillità: raggiungere i propri obiettivi non dovrebbe voler dire solo affrontare delle sfide ma anche condurre una vita serena.

Eppure si rischia di sentirsi sempre in trincea e di farli assalire dalla frenesia e dai dubbi.
Capisco chi riesce a mollare tutto e vivere magari in campagna o in montagna col lavoro fisico, duro ma non logorante, godere di cose semplici.
Sarebbe da rifletterci davvero.

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Complimenti..

…di circostanza, a volte forzati, a volte obbligati, ma a volte anche sinceri e del tutto gratuiti da persone che non avrebbero motivo per voler essere semplicemente accondiscendenti.
Sono ovviamente questi ultimi quelli più piacevoli e quelli che si ricordano.

Reminescenze universitarie mi ricordano il principio del "Io sono ok tu sei ok" tanto caro anche al mio amico Fla.

Negli ultimi giorni mi sono arrivati diversi compliementi, per lo più inattesi, e quindi mi li ‘incasso’ con grande piacere e mi ricordano tante banalità tremendamente vere tipo che "chi semina raccoglie" ecc.
Spero molto presto di raccogliere davvero i frutti del mio lavoro, in maniera anche più soddisfacente di quanto non abbia fatto finora anche se devo dire che onestamente non ho di che lamentarmi.

E’ presto per i bilanci di fine: per quelli come al solito attendo ancora qualche giorno.

Certi week-end

ebbene anche il week-end col mio compleanno in mezzo se n’è andato.
Come regali devo dire che mi è andata alla grande e per la verità non è per nulla frequente che ciò succeda perchè di solito ci rimango sempre un po’ male, nel senso che nel corso dell’anno mi sembra di dare degli input precisi su ciò che vorrei ai miei familiari eppure di solito loro scelgono cose diverse.

Quest’anno invece è andata benissimo, forse uno dei migliori ‘bottini’ che ricordi.
In realtà un regalo l’ho scelto, uno era una cosa che volevo l’anno scorso e che non era arrivata nonostante richieste più o meno esplicite (vedi sopra), più altri regalucci graditi.

La serata di sabato l’ho passata a casa di amici: non è stata una vera festa ma una cenetta in piena regola.
La spesa l’ho fatta io, poi abbiamo cucinato insieme.

E’ stato bello aver ricevuto molti messaggi di auguri soprattutto grazie a quello spione di Facebook.
Comunque un sms non sostituisce mai una telefonata e due sane chiacchiere e da almeno un paio di persone una tel mi avrebbe fatto piacere.

Anche se io solitamente sono un precisino cronico e non mi dimentico i compleanni importanti, apprrezzo sempre chi il giorno dopo si scusa pe ril ritardo…in fondo è stato sincero!!

sportivamente invece un disastro: Simo sconfitta e Milan a picco che pianto!

Il mio cappotto

dopo lunga attesa finalmente ho riavuto il mio cappotto tanto amato.
non era stato rapito o dato in prestito, ma l’avevo dovuto riportare alla sartoria Paolorossi dove l’ho acquistato per una riparazione, a causa di un incidente sul lavoro!!!!

ebbene ci hanno messo un po’, ma per fortuna ieri me ne sono riappropriato e sono davvero felice di riavere il mio spinato grigio con fodera lilla a pois bianchi.

Un grazie quindi a Luca Paolorossi ed al suo staff che ha fatto un eccellente lavoro.
Ci rivediamo per l’abito dello sposo, prima non posso perchè sono sotto le spese Imbarazzato

Autoreferenzialità 2.0

Affacciatomi nel mondo 2.0 da un po’ di tempo, non ho mai tuttavia superato lo scetticismo tipico di colui che utilizza i mezzi, ne comprende le potenzialità e l’utilità, ma non riesce ad innamorarsene perdutamente come alcuni che lo circondano.

Detto questo tuttavia, scrivo questo post soprattutto perchè ritengo che ci siano persone (nemmeno poche tra l’altro) che utilizzino la condivisione a scopo puramente autoreferenziale.

E’ chiaro che la tentazione è forte, nel senso che ciascuno di noi ha un ego più o meno rumoroso che chiede soddisfazione, ma che ci sia gente che si è costruita una reputazione a forza di presunte conoscenze, di ipotetiche frequentazioni, e che da questo sia nata una credibilità nei confronti anche di perfetti sconosciuti, bè questo mi sta meno bene.

Il mio auspicio insomma, è che non si perda di vista la vera essenza del web 2.0 in nome del solito egocentrismo che invece è 0.0