PD

…e così anche Veltroni ha fallito ed il PD si ritrova nella bufera.
Devo dire che alla vigilia della nascita del PD guardavo a questo soggetto politico con grande interesse, convinto che potesse essere davvero l’alternativa al PdL e perchè mi piaceva l’approccio di Veltroni finalmente aperto al confronto, orientato al bipolarismo e animato da senso di responsabilità nei confronti di noi poveri elettori.

Eppure a distanza di pochi mesi il PD ha preso una serie di ‘scoppole’ davvero pesanti: il tonfo alle politiche e poi alle regionali in Abruzzo e in Sardegna; le europee sono in arrivo.

Sono un notista politico improvvisato ma anche io provo a dare la mia versione dei fatti ed esprimere la mia opinione sul perchè Veltroni ha fallito.

Secondo me il problema è in 2 ordini, non legati tra loro ma evidentemente nemmeno inscindibili:
– problema interno: il PD non è mai diventato un vero soggetto unico mantenendo molto forti e distinte le due anime, quella cattolica ex Margherita e quella socialista ex DS. I troppi colonnelli o galli a cantare e ad acuire le ,hanno creato tensioni, per non parlare degli alleati tipo Di Pietro che non ha fatto altro che rubare voti proprio al PD con i suoi proclami.

– problema esterno: Veltroni all’inizio aveva capito che gli italiani hanno ben altri problemi che le solite ripicche tra i politici e non vogliono sentire parlare di polemiche contro gli avversari. Vogliono soluzioni non chiacchiere. Veltroni, ahilui, è caduto o si è fatto trascinare, nell’anti-berlusconismo di Di Pietro o nel disfattismo dell’ala più estrema del PD, e ha mandato a monte i progetti di collaborazione con la maggioranza, e qui è caduto.

Ormai è evidente che l’anti-berlusconismo in Italia ha uno zoccolo duro del 7.8% che ha già trovato in Di Pietro il suo porta-bandiera.

Ma se il PD non trova altri argomenti, altre proposte, altre idee per offrire un’alternativa vera e seria allora ha davvero fallito nel suo motivo fondante e ha tradito i milioni di persone che avevano partecipato alle primarie per trovare un leader e che credeva nel suo partito. Il PD rischia di essere niente altro che la vecchia Unione che ha cambiato nome.

Alcuni dei politici del PD mi piacciono molto tipo Enrico Letta, Bersani, la Finocchiaro: forse nessuno di loro ha il pedigree del leader vero come evidentemente non l’ha avuto Veltroni e ancor prima Prodi, anche se per colpe non loro.
La loro colpa semmai è di non essere Berlusconi, cioè di non essere il leader indiscusso ed indiscutibile di un grande partito.
La fortuna del PdL è di avere Berlusconi senza il quale avrebbe forse gli stessi problemi del PD.

Insomma vedo brutti giorni per il popolo del PD a meno che non trovi un grande leader, ma non vedo chi, o non torni ad unirsi sui progetti, a trovare un’intesa politica possibilmente meno fragile.
Di certo deve tornare a parlare alla gente: sono 2 anni che a sconfitta ottenuta dicono che evidentemente non hanno saputo parlare all’elettorato.
Mi pare gravissimo per chi si alimenta, come ogni partito, solo del consenso dei cittadini.

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Leader

Le doti di un leader dovrebbero essere Ideali, Visioni, Carisma.
Si tratta di 3 caratteristiche indispensabili che fanno sì che una persona possa essere davvero un punto di riferimento.
Forse ve ne sono anche delle altre come Capacità decisionali ecc. però facendo una riflessione e rendendomi conto di come si comportano coloro che si definiscono tali, o almeno alcuni di loro, mi viene davvero il dubbio che la Leadership sempre più spesso diventi un fatto imposto e non un riconsocimento effettivo dato dagli altri.

Partita di ritorno

weekend di toccata e fuga milanese per me, ma non potevo davvero esimermi desiderando passare il San Valentino con Simo e di conseguenza il nostro 3′ anniversario e non perdermi la trasferta dell’Accademia a Milano, occasione rara per rivedere vecchi amici.

Milano di è imposta 3-1 giocando nel complesso una brutta partita e testimoniando di non attraversare un buon momento in alcune delle sue giocatrici.
Comunque dopo la sconfitta di Roma servivano i 3 punti.

Bello rivedere i soliti vecchi amici beneventani, ai quali siamo molto legati ed è bello vedere che anche lo ro lo sono con noi.
Si parla di futuro ed è bello sentire grandi parole di stima ed apprezzamento per Simo.

Intanto saluto il ritorno in Italia di Ele e Ric che spero di vedere presto a Milano e magari al Palalido a fare il tifo!!

Crisi per molti ma non per tutti

In base ad un indagine condotta da TravelFool.it sui 120.000 viaggiatori iscritti, il 63% delle persone prenoterà
sicuramente una vacanza entro il prossimo giugno.
Internet si conferma il canale preferito per le prenotazioni: il 70% degli intervistati lo utilizzerà per prenotare la
propria vacanza.
E’ il 34% la percentuale di coloro che stanno ancora decidendo.
Solo una minima percentuale (il 3%) ha dichiarato che non intende partire.

Questi risultati sembrano indicare che l’intenzione di viaggiare degli italiani non è affatto diminuita e che le vacanze non rientrano nella lista delle spese da tagliare.
La spesa media prevista per la vacanza oscilla intorno ai 500 € a persona ma emerge una forte attenzione agli sconti ed alle offerte speciali disponibili.

Leggendo questi dati pubblicati da Spot And Web mi viene in mente il vecchio assioma secondo il quale l’italiano medio magari si veste tutti i giorni uguale ma alle vacanze non ci rinuncia mai così come alla cena fuori.