Sensazioni

Ieri, approfittando finalmente del ritorno a Osimo di Simo (mancava da capodanno!) abbiamo fatto un po’ di giretti seguendo il programma che ho puntigliosamente messo a punto. Poco tempo e molte cose da fare richiedevano un abuona organizzazione.

Finalmente abbiamo fatto la lista nozze ad Ancona presso TRONY, evento tanto atteso da Simo, e devo dire che siamo stati bravi nel senso che ce la siamo sbrigata abbastanza velocemente: il fatto di avere gusti simili ci ha agevolato.
Il risultato è molto soddisfacente convinti soprattutto di aver scelto solo cose veramente utili!
La lista sarà disponibile a partire da mercoledì 1 aprile ma considerando che abbiamo ritirato dalla tipografia solo ieri le partecipazioni e non abbiamo avviato ancora la postalizzazione è ovvio che c’è ampiamente tempo per scegliere un regaluccio da farci.

Abbiamo stabilito anche alcune cosette riguardo l’arredamento: insomma è stata una giornata proficua!!

Annunci

Vittoria

Nel posticipo di campionato L’Europea92 Original Marines Milano è tornata alla vittoria imponendosi 3-0 sul San Vito dei Normanni.
Era ora di invertire la rotta tornando alla vittoria e la final four nel weekend speriamo possa essere la spinta ulteriore per un grande finale di stagione.

La favorita anche in Coppa è Piacenza che tra l’altro gioca in casa, ma le sorprese sono possibili e ho fiducia in Simo e compagne.
L’anno scorso abbiamo perso con l’Accademia la finale di Coppa Italia di serie B contro Reggio Emilia: quest’anno voglio vendetta anche se per giocare la finale c’è di mezzo la semifinale con Nocera che non sarà una passeggiata, anzi, tutt’altro!

Final Four di Coppa Italia

Si avvicina a grandi passi l’appuntamento con la Final Four di Coppa
Italia Findomestic di Serie A2 che andrà in scena al PalAnguissola di
Piacenza sabato 21 e domenica 22 marzo.

Final Four Coppa Italia Findomestic A2 – Il programma della manifestazione
Sabato 21 marzo 2009
1^ semifinale – Ore 16.00:
Europea92 Original Marines Milano – Brunelli Volley Nocera Umbra
2^ semifinale – Ore 18.30: RebecchiLupa Piacenza – Cariparma Parma

Domenica 22 marzo 2009
Ore 18.00:
Finale primo/secondo posto.

Punizione

siamo in punizione!
eh sì, lo è Europea 92 Milano che ieri ha perso a Urbino 3-1 e di conseguenza lo è Simo che fa parte della squadra.
Del tutto ingiustamente però lo sono anche io che avevo già progettato la giornata di oggi con tanti giretti da fare per decidere alcune cose della nostra casetta e invece ci devo rinunciare perchè Simo è dovuta rientrare subito a Milano con la squadra e non addirittura martedì come era stato progettato.
Tutto è rinviato di almeno 15gg, quindi, a dopo la Final Four di Coppa Italia sperando che non siano punite ancora!

intervista a SIMONA BATTISTINI (4 marzo) su Edonet

CON BATTISTINI LA CLASSE OPERAIA ALZA LA TESTA

Forse
il titolo è inappropriato, anche perchè la classe operaia mai e poi mai
si identificherà con il mondo dello sport, pallavolo compresa: però, di
sicuro, il paragone può reggere considerando che la Simona Battistini
in quanto a impegno, sacrificio e umiltà non è da meno di coloro che
ogni mattina si alzano per andare a guadagnare quel poco che basta
-quando qualcuno ci riesce, di questi tempi-, se andiamo a vedere altre
atlete di livello poco più alto alle quali magari fa difetto proprio il
senso della fatica e del sudore. Ho reso l’idea? Spero di sì, il resto
ce lo dirà lei, che è nata il 31 dicembre del 1976 a Bologna…

…e poi prosegui tu…E soprattutto,tu e il volley: come vi siete incontrati?
-Ho
fatto un po’ di anni a San Lazzaro, ho avuto la fortuna di entrare a
far parte del settore giovanile del San Lazzaro quando la squadra era
in A1 e quindi ho avuto un buon avvio e sin da piccola ho visto della
buona pallavolo; poi a 20 anni sono andata via da casa, e sono andata
in Sardegna -a Cagliari- dove ho giocato due anni: il primo anno in B2,
il secondo in B1, e lì ho vissuto due stagioni meravigliose,
bellissime, con due promozioni consecutive. E da lì sono sempre stata
in giro…

Si fa una gran fatica a mettere insieme i vari puzzle
della tua carriera, passata quasi tutta in Serie B: di va di rimetterli
a posto?
-Soprattutto tanta Serie B…Dalla Sardegna sono andata a
Cosenza in B1, ho avuto un infortunio serio al ginocchio e mi sono
fatta operare; poi sono ripartita da Matera in B2 dove abbiamo vinto il
campionato e l’anno dopo in B1 abbiamo raggiunto i playoff che abbiamo
persi contro Civitanova in finale. Dopo Matera ho avuta l’opportunità
di giocare un anno in Serie A2 a Imola: è stato un anno
travagliatissimo, con la società che ha avuto problemi di ogni genere;
siamo retrocesse perché eravamo una squadra giovane, e quella fu per me
la mia prima esperienza in Serie A. Un’esperienza che mi è rimasta in
gola, ci tenevo a ripetere una stagione in Serie A, e la sto facendo
qua a Milano. Torniamo alla mia carriera…Dopo Imola ho fatto tre anni
a Casette d’Ete nelle Marche dove al primo anno siamo arrivate quarte,
al secondo anno abbiamo fatto i playoff e quello successivo siamo
finite terze. E l’anno scorso a Benevento che è stata una delle mie
tappe e dove ho passato un anno dei più belli della mia carriera:
aldilà del fatto che eravamo la squadra da battere e siamo state
promosse, ma ti garantisco che non sempre è così, ci vuole sudore,
sacrificio e lavoro per poter arrivare in alto. Eravamo un gruppo
spettacolare, per me è stato un anno bellissimo, ho ancora tanti amici
là…E quest’anno eccomi a Milano…

…e le feste non sono ancora finite!
-Infatti,
le feste non sono ancora finite. Io ci tengo, e tu mi dai la
possibilità di farlo, a ringraziare la società e Bruno (nda:
Napolitano, l’allenatore) che mi hanno data questa possibilità, anche
perché non sono più una giovincella.

Ti senti un po’ un’ “operaia” a tua volta?
-Sì,
certo: super-operaia! Purtroppo il mio metro e 72 con le scarpe non è
tanto: muri non ne faccio proprio, e quindi in qualcosa devo
compensare. Ho tanta voglia di fare bene e dimostrare che in questo
campionato ci posso stare; e ho la possibilità e la fortuna di essere
in una squadra con la quale togliermi parecchie soddisfazioni.
(foto di Leonardo Gentile)
A Milano si è passati da tante “primedonne” a molte “gregarie”: per te come deve essere vissuta la pallavolo?
-Le
“primedonne”…Non so cosa significano, neanche esserlo: da noi non ce
ne sono, qui siamo un gruppo unito, umile, con una Vania Beccaria che è
uno spettacolo a vederla. Caratterialmente è la scoperta di quest’anno,
lei fa gruppo, ci diverte e alcune volte dobbiamo dirle di rallentare
perché lavora veramente tanto, ed è un esempio per tutte noi.

Mi sa che la vedremo giocare per molti anni ancora…
-…mi sa anche a me!

Tante piccole realtà di provincia, e una grande metropoli: ti stai abituando alle differenze?
-L’unica
differenza è il traffico: a volte ci impieghiamo dieci minuti a venire
in palestra, a volte quaranta. Noi ci siamo abituate, abbiamo comunque
degli orari ottimi e poi qua al PalaLido abbiamo tutto. Con persone
come Romano, Rocco, Vagliengo, la società è molto organizzata e a noi
non manca niente. Il pubblico c’è e ci segue e i giornali pure scrivono
di noi, e tra calcio, l’Inter, il Milan, l’Armani Jeans di basket,
anche noi ne abbiamo bisogno per quello che stiamo facendo, e ci fa
piacere. E con i risultati ce lo stiamo meritando.

Hai girovagato a lungo, tra persone, colleghe e tecnici hai ne hai conosciuto di validi, anche sotto l’aspetto umano?
-Ne
ho conosciuti tantissimi, e ti posso dire che la nostra è una vita
bellissima, perché si gira tanto, si sta lontano dalla famiglia e dai
nostri cari, però si ha la possibilità di praticare un gioco, uno sport
grazie al quale si conosce tanta gente.

Ritieni di avere ancora
molto da imparare alla tua età, o le tue esperienze del tutto
siginificative possono indurti a insegnare qualcosa?
-Non si finisce
mai di imparare, quest’anno soprattutto: a volte sbaglio anch’io e del
resto non mi considero certo una “arrivata” e non mi sento e non sono
assolutamente un fenomeno. Insegnare? Non so, però vorrei imparare ad
allenare; il “primo grado” ce l’ho…vediamo.

E veniamo alla
nostra di realtà, con un torneo ancora ricco di sorprese:
indipendentemente dal risultato di stasera, ce la farà Milano ad avere
un team di volley “in rosa” in A1?
-Noi ci proviamo, sul campo: poi
fuori spetterà a qualcun’altro, magari…Noi ci diamo l’anima, non
stiamo attraversando un buon periodo, anche se con la prestazione di
stasera spero che abbiamo cancellato tutte le insicurezze delle ultime
settimane (nda: l’intervista è stata effettuata al termine della
partita Europea ’92-RebecchiLupa Piacenza, vinta da quest’ultime per
3-1).

Il torneo però è sempre pieno di sorprese, nel momento in
cui parliamo Villa Cortese sta facendo fatica a vincere a
Forlì…Conoscendo le altre avversarie, quali sono gli ostacoli più
grossi per voi?
-La testa, quando emerge dell’insicurezza in più si
fa poi fatica a fare le cose. Contro Piacenza abbiamo sempre perso,
però, quindi è la nostra bestia nera. Ma se loro arrivano prime, ai
playoff non le troviamo!

La partita di stasera ha detto che ci siete, è una sconfitta quella contro una squadra come Piacenza, che non fa male…
-Siamo
uscite, più che a testa alta, a testa altissima: non era facile per
noi, loro venivano da undici vittorie consecutive, ci abbiamo provato,
penso che abbiamo comunque giocato bene.

Concludiamo con i tuoi obiettivi…Oltre a quello di allenare.
-A
fine giugno, il 20, mi sposo! Metto su famiglia, ma non smetto di
giocare. Ho la fortuna di avere il mio futuro marito che pur essendo di
Osimo, vicino ad Ancona, mi segue sempre, si fa 400 km per venire a
vedermi…Mi vedrete in giro ancora per un po’, poi spero di iniziare
ad allenare e di appendere le ginocchiere al chiodo.

Quando l’intervista sarà in rete, ci sarà la ricorrenza dell’8 marzo, hai qualche messaggio da dare?
(foto di Leonardo Gentile)
-Faccio
gli auguri a tutte le donne. E’ un periodo che si sente spesso al
telegiornale, si legge sui giornali di molti episodi di violenze contro
le donne. Sono cose brutte, cose che insomma, chi ha il potere e la
possibilità faccia in modo di garantire maggiore sicurezza e
tranquillità alle donne, e almeno godiamoci la nostra festa con la
speranza di non dover sentire più di questi episodi.

Anche da parte di “edonet2” gli auguri, che non siano solo per l’8 marzo ma che sia per tutto l’anno…
Una curiosità: che origine ha il tuo numero, 1+6?
-Ho sempre avuto il numero 7…l’anno scorso ero a Benevento…

…come si conviene alle grandi palleggiatrici!
-Esatto!
E ho avuto la fortuna di conoscerla, Irina Kirillova, suo marito è di
Bologna, Gianni Caprara, e mi ha allenata a Bologna. Dicevo, a
Benevento il 7 l’aveva Iadarola, e su suggerimento del mio fidanzato ho
preso il 16, anzi l’1+6 proprio in omaggio a quel 7 e alle campionesse
che hanno portato quel numero.

…e i saluti alle persone a te più care…
-Naturalmente
alla famiglia, che ringrazio: avermi così lontana non è facile per
loro, e spero di essere motivo di orgoglio per quello che ho fatto; poi
il mio fidanzato, che come ho detto prima mi segue e io giocando alla
domenica non riesco a raggiungerlo. Ringrazio la società, e
l’allenatore per l’opportunità che mi hanno data, e tutte le mie
compagne perché con loro formiamo un ottimo gruppo e stiamo facendo
qualcosa di buono.

E IN BOCCA AL LUPO!, Simona…

donne

pubblico volentieri queste riflessioni sulla donna di Francesca Senette, giornalista e conduttrice tv perchè le trovo interessanti e molto "educative".
Meditiamo gente..

“La donna di oggi, quante donne è? Nei momenti di stanchezza, quando l’energia scema e ho la percezione di essere in riserva, penso alle troppe
componenti alle quali cerco di tenere testa tutti i giorni, tutto il giorno. Ti svegli la mattina e già sei moglie, mamma, donna di casa, professionista, donna al passo con i tempi e con la moda, trentenne in forma, figlia premurosa, sorella presente, amica affidabile, nuora comprensiva, magari pure personaggio televisivo sorridente, simpatico e disponibile, commensale impeccabile, buona compagnia a cena e – forse – buona compagna dopocena.

Ecco. Quanto è stereotipo questo e quanto è realtà? Forse dipende dalle aspettative.
Quelle degli altri: del marito, della figlia, della tata, del portinaio, dei colleghi, della sorella, dei genitori, degli amici, della gente comune, dei
suoceri, degli ospiti… E soprattutto quelle tue su di te.
Vuoi essere donna-mamma-moglie ma anche potenzialmente donna calendario (non per spogliarti davvero,
ma per competere nella tua fisicità e femminilità con le donne più desiderate e desiderabili).
E ancora vorresti impegnarti in politica ma anche saperti muovere e parlare davanti alle telecamere. Stampa e
tivù ti dicono che si può fare!
Quante donne a tutto tondo ci propone
ogni giorno la metarealtà? Tante!
Ministre belle e spigliate che sono
pure mamme e mogli, con fisico da
pin up.
Oppure la donna manager ai vertici
dell’industria, felicemente sposata,
madre e sempre impeccabile nel suo
abito griffato e capello coiffato, e
trucco e tutto il resto.
Siamo tutto e vogliamo essere tutto.
Quando non ci riusciamo diamo la colpa
alla società che ci chiede troppo. Resta
fuori la categoria ‘donna che ispira violenza’. Quella non la capisco, non la percepisco,
non la considero neppure. Non sono le donne ad ispirare violenza, sono gli
uomini ad usare violenza contro le donne. Indistintamente”.

Promesse non mantenute

E così ci risiamo…ancora parole, parole, parole e pochi fatti.
Da un po’ di tempo ormai viviamo sulle chiacchiere, sulla rassicurazioni presunte, sulle promesse e da esse ci facciamo condizionare.

Di gente seria ormai ne è rimasta davvero poca in giro ormai, eppure sono loro che fanno le carte. E noi che possiamo fare se non adeguarci o accontentarci come "un cane degli avanzi" – giusto per citare una canzone famosa.

Domani sarà meglio? difficile da dire, impossibile anche solo da sperare.